Modulo compromesso

Modulo compromesso acquisto immobileSe avete già utilizzato il modulo per la proposta, oppure non vi è stato necessario perchè avete saltato questo passo, molto più difficilmente potrete fare a meno di stipulare un preliminare, pertanto anche in questo caso vi sarà utile la relativa bozza disponibile inserendo i dati nella form in fondo alla pagina. Nella maggior parte dei casi se state acquistando presso un’agenzia dovrebbero essere loro a redarre il contratto, ma se preferite utilizzare una versione del compromesso scritta appositamente per la vostra specifica situazione la nostra bozza, scaricabile gratuitamente, può essere un’ottimo punto di partenza; ovviamente dovrete aggiungere i dati relativi alle parti e all’immobile in oggetto.

Se invece state effettuando la compravendita tra privati, quindi senza l’ausilio del mediatore con un cospicuo risparmio in termini di provvigione, vi sarà ancor più utile utile il nostro modulo ma in questo casa è maggiormente  auspicabile (non che non lo sia nel caso di acquisto presso l’agenzia) l’intervento o di un’avvocato di fiducia o di un professionista del settore che possa inserire eventuali clausole o quant’altro necessario alla buona riuscita dell’operazione.

NOTA BENE
A questo punto della prassi, se non l’hai già fatto una cosa indispensabile prima di versare altre somme, è quella di verificare quale sarà l’importo della rata del mutuo di cui quasi certamente avrai bisogno per perfezionare la transazione, visti i prezzi di mercato. Se decidi di omettere questo passaggio potresti ritrovarti in seguito a renderti conto che i costi da sostenere sono troppo elevati, o che addirittura il mutuo non può essere deliberato; in quest’ultimo caso si va incontro alla perdita delle somme eventualmente versate alla stipula della proposta, ove questa abbia avuto luogo e ove non vi sia stata inserita un’apposita clausola sospensiva. Utilizza quindi questo preventivatore per verificare la fattibilità, almeno su base reddituale, del finanziamento.

Inserisci quindi i dati richiesti nella form e scarica il modulo dal link che apparirà, tutti i campi sono obbligatori!

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104 Commenti

  1. salve, devo comprare una casa ad un prezzo molto inferore del valore della casa, se volessi arrivare a farmi finanziare 80% del valore della casa che prezzo devo scrivere nella proposta di acquisto? o mi converrebbe stipulare il mutuo per l’effetivo costo della casa e succesivamente farmi un mutuo per la restrutturazione?

  2. Salve, nella proposta d’acquisto andrà obbligatoriamente scritto il prezzo reale della transazione, in quanto la proposta va registrata all’Agenzia delle Entrate, per quanto riguarda la cifra che la banca sarà disposta ad erogare su un’immobile che vale più del prezzo compravenduto per sapere con certezza quale sarà tale somma l’unico vero modo è recarsi in banca e parlarne con un funzionario, anche perchè negli ultimi tempi le banche sono molto selettive e restie nell’erogare crediti.

  3. Se la banca mi eroga un mutuo di 100.000 perché dichiaro che acquisto la casa 125.000 l’importo da scrivere sull’atto può essere di 90.000 euro ? grazie

  4. Salve Marid, l’importo da scrivere sull’atto di compravendita deve sempre essere quello realmente corrisposto,
    saluti.

  5. Buonasera.
    Voglio cortesemente domandare quanto tempo chiamiamolo tecnico, deve trascorrere tra la firma del PRELIMINARE DI COMPRAVENDITA e il ROGITO NOTARILE?

    Seconda domanda:
    ho l’oppotunità di acquistare un appartamento nello stato di fatto e di diritto in cui si trova ad un prezzo di € 105.000, oppure, dato che il proprietario che lo ha ritirato è una piccola impresa edile, rogitarlo ristrutturato da Lui ad € 120.000.
    Quale tra le due soluzioni è quella con meno rischi e danni passatemi il termine, minori?

    Terza domanda: nel COMPROMESSO vostro modulo ARTICOLO 3, dove dice “verrà trasferito nello stato di fatto e di diritto in cui si trova al momento della sottoscrizione del presente contratto”, come mi comporto nel caso delle due soluzioni da me qui proposte?

    Grazie, cordiali saluti.

  6. Salve bruno, non esiste un tempo prestabilito di legge che deve trascorrere tra preliminare e rogito, tranne quello che dovrebbe essere esplicitamente indicato già nella proposta d’acquisto che viene stabilito tramite accordo tra le parti.
    Non ho ben capito cosa intende per rischi, comunque in una situazione del genere a mio avviso si deve valutare la convenienza che eventualmente si potrebbe avere acquistando l’appartamento da terminare/ristrutturare, confrontandola con quella dell’appartamento terminato, mi spiego meglio: parliamo di una differenza di 15 mila euro, ma per fare cosa? Se l’appartamento è completamente da ristrutturare 15 mila euro sono un buon affare (nel senso che facendolo in seguito lei stesso è molto probabile che spenderebbe di più), è chiaro invece che se per tale cifra il venditore darà solo una rinfrescata ai muri non conviene; è da valutare, inoltre c’è da dire che acquistando l’immobile da terminare/ristrutturare lo si potrà fare a proprio gusto ed anche questo è un aspetto che va considerato.
    Per quanto riguarda il compromesso le ricordo prima di tutto che quello disponibile sul sito è una bozza che va ovviamente adattata alla singola situazione, detto questo l’articolo tre sta a significare esattamente quello che recita e cioè che l’immobile verrà trasferito il giorno del rogito nelle condizioni in cui si trova al momento della sottoscrizione del preliminare, non credo che la differenza di prezzo interessi quell’articolo, semmai il quarto; un consiglio sincero che le do è questo, una volta stilata una bozza di preliminare la mostri ad una persona (magari un avvocato di sua fiducia o comunque un professionista del settore) poi chè le compravendite immobiliari possono riservare spiacevoli sorprese se non impostate nel modo giusto,
    cordiali saluti.

  7. Chiarimento alla risposta di admin del 22/01/2011 ore 20:00.
    L’appartamento di cui mi riferisco è di circa 60 mq, composto da ingresso, camera, bagno, cucina abitabile,soggiorno.

    Ci sono due possibilità:
    1)Rogitare l’appartamento così come si trova ad € 105.000, e penso io alla ristrutturazione. Però se la faccio eseguire da questa impresa che lo ha rilevato volevo valutare la possibilità di fare eseguire i lavori pagandoli in Fattura a parte, fuori dal Rogito.
    2)Rogitare l’appartamento già ristruttutato da loro ad € 120.000. Nei 15.000 euro di ristrutturazione è previsto la sostituzione di tutte le piastrelle dell’appartamento, e per il bagno rifatto con sostituzione tubazioni di scarico, sanitari e piastrelle pavimento + muro.

    Ai fini economici e fiscali quale delle due è più conveniente.
    Se questi lavori di ristrutturazione vanno indicati nel compromesso e/o rogito notarile, oppure con una scrittura privata a parte.

    Spero di essere stato chiaro.

    Grazie, cordiali saluti.

  8. salve Bruno, in questa situazione la prima cosa da fare è accertarsi se rogitando a 105 mila euro esiste un risparmio sulla parcella del notaio, in secondo luogo bisognerebbe vedere un capitolato dell’eventuale ristrutturazione che effettuerebbe il venditore in quanto in base ai materiali utilizzati potrà rendersi conto se 15 mila euro le conviene oppure no. Ai fini fiscali non vedo significative differenze poi chè le imposte andranno comunque pagate in uguale misura sul valore catastale, io sinceramente acquisterei senza ristrutturazione per poi effettuarla da solo, anche perchè i costi di ristrutturazione medi (considerando una ristrutturazione totale cioè comprensiva di tutti gli impianti termici sanitari ed elettrici, ed anche degli infissi e delle porte) calcolati su un target di media qualità dovrebbero essere di circa 750/800 euro al metro quadrato, cifra che però si abbassa notevolmente se per esempio con un po di pazienza chi effettua la ristrutturazione va a scegliere i materiali in grandi rivendite accostandosi a fondi di magazzino, ho visto personalmente persone acquistare pavimenti e rivestimenti di qualità a cifre veramente irrisorie, oppure porte di fine serie del valore di 650 euro cadauna (ovviamente disponibili in numero limitato) vendute per 200 euro, quindi morale della favola dovrà essere lei valutando obbiettivamente tutti gli aspetti del caso, a capire cosa le conviene di più,
    cordiali saluti.

  9. Vorrei sapere se esiste un modulo di proposta di acquisto tra privati per acquistare un appartamento sulla carta, cioè un appartamento che non è stato ancora costruito ma di cui il venditore ha il progetto approvato a cui manca solo l’abitabilità.
    Cosa deve indicare tale modulo? Si tratta solo di una proposta di acquisto a cui seguirà il compromesso ma non ho trovato un modulo del genere senza il tramite delle Agenzie. Sa aiutarmi?
    Grazie

  10. Salve Rita, sinceramente non sono a conoscenza dell’esistenza di moduli pre stampati per una situazione del genere, in quanto di solito le compravendite su carta vengono effettuate da un costruttore ed un privato (ed il costruttore ha già i contratti pre disposti al suo caso), e non tra due privati, a mio avviso e visto che non è prevista la fideiussione bancaria nel caso in cui il venditore sia un privato, sarebbe il caso di rivolgersi ad un avvocato che potrà stilare un preliminare magari quando lo stato avanzamento lavori sia un po più avanzato, nel contratto andranno indicati tutti i riferimenti del permesso di costruire, ed ogni altro aspetto edilizio urbanistico e ipotecario riguardante il singlo caso,
    cordiali saluti.

  11. Sono Rita le ho scritto una mail oggi alle 9,13

    Mi scusi forse non mi sono spiegata bene.
    Io per ora debbo fare solo una proposta di acquisto con il versamento di una somma che corrisponde all’importo totale dell’immobile allo stato grezzo, che ancora non è stato costruito ma come le ho detto il venditore ha già il progetto approvato ed è in attesa di ritirare la concessione edilizia dal Comune.
    Poi in seguito una volta iniziati i lavori faremo il compromesso.
    In effetti mi sono informata bene e il venditore ha una impresa artigiana perciò si tratta di una promessa di acquisto tra impresa e privato.
    Grazie della sua sollecitudine.
    Rita

  12. Salve Rita, stando così le cose, se fossi in lei farei direttamente il preliminare, in modo tale da essere completamente tutelati attraverso la fideiussione obbligatoria se il venditore è impresa, se invece vorrà comunque stipulare una proposta, è comunque il caso di farla redarre da un legale per non correre in utili rischi, per utilizzare una bozza di proposta bisogna comunque avere un minimo di nozioni del settore, onde evitare di incorrere in costosi e spiacevoli inconvenienti,
    cordiali saluti.

  13. Nel compromesso se il primo assegno viene dato come caparra confirmatoria, il secondo pagamento (prima del rogito) vale anche lui come caparra confirmatoria?

    • salve Pza, di solito il secondo pagamento dopo il versamento di una somma a titolo di caparra confirmatoria è un acconto, ma potrebbe essere inteso anche come caparra nel caso in cui nel preliminare venga indicato che la caparra confirmatoria viene versata in due soluzioni una già precedentemente corrisposta il giorno x l’altra alla sottoscrizione del preliminare. C’è da dire però che nel caso in cui non sia per qualsivoglia ragione possibile redarre il compromesso nei termini su citati anche se non sono a conoscenza di normative specifiche che vietano il versamento di due distinte somme a titolo di caparra, alcuni anni fa in una situazione simile capitò che l’Agenzia delle entrate chiese la differenza sull’imposta per la registrazione del compromesso che ricordo essere allo 0,50% sulla caparra e al 3% sull’acconto.
      Nella sua situazione, che mi sembra di aver capito essere successiva alla stipula del preliminare, non dovrebbero esserci problemi nel versare l’ulteriore cifra come caparra, ma poi chè non sono sicuro al 100% che sia effettivamente possibile senza incorrere in problemi, si dovrebbe recare alla più vicina Agenzia delle entrate e chiedere l’informazioni, oppure dal suo notaio di fiducia; mi dispiace per la risposta non completamente esaustiva spero comunque di esserle stato d’aiuto,
      cordiali saluti.

  14. salve,volevo sapere se è possibile,al momento del compromesso e quindi relativa cifra di anticipo versata,nel caso in cui dovrebbero sorgere problemi tipo mutuo non accordato,ho diritto a riavere tutti i soldi versati o perdo qualcosa? in effetti una volta fatto il compromesso sono obbligato a comprare l’appartamento,o in mancanza di mutuo non accordato posso ritirare l’offerta?

    • Salve Gianluca, se non è stata inserita nei contratti una clausola sospensiva riguardante il mutuo, nel caso in cui a preliminare stipulato per qualsiasi motivo a lei imputabile (come per esempio insufficiente capacità reddituale) non le venga deliberato lo stesso, se non potrà perfezionare l’acquisto e quindi completare la compravendita perderà quanto versato, a meno che il proprietario non sia disposto a restituire le somme percepite ma sarebbe un’accezione alla regola,
      cordiali saluti.

  15. salve,scusate sono sempre gianluca riguardo risposta da voi data 9 febbraio ore 20.16,se invece al momento del compromesso devo accollarmi un mutuo già esistente potrei trovare problemi o come mi è stato detto non ho nessun tipo di problema anche se sulla carta non ho un reddito sufficiente? grazie 1000

    • Salve Gianluca, nel caso di accollo le consiglio di recarsi personalmente all’istituto in questione e chiarire bene la situazione, in questi casi non tutti si comportano nello stesso modo riguardo alle garanzie,
      cordiali saluti.

  16. avrei una domanda:
    volevo sapere se il costo al metro quadro dell’appartamento scelto su piantina poteva essere uguale o inferiore al costo, sempre al metro quadro, di un appartamento chiavi in mano.
    Grazie

    • Salve Sara, di solito l’acquisto di un’immobile su carta è meno oneroso dell’acquisto di un immobile (che si possa considerare analogo per caratteristiche e superfici) già edificato, anche se ormai non si parla più di misura (cioè metri quadrati) ma si parla di corpo (cioè quanti vani), infatti sulla maggior parte dei compromessi che vengono stipulati già da parecchi anni a questa parte c’è sempre la dicitura” l’immobile viene acquistato a corpo e non a misura”,
      cordiali saluti.

  17. ” CONTRATTO PRELIMINARE DI COMPRAVENDITA ”
    Domande:
    1)Nel Vostro modello di COMPROMESSO alla voce
    ARTICOLO 1, e comunque sui modelli di COMPROMESSO
    è obbligatorio indicare le Coerenze
    dell’appartamente che vado ad acquistare?

    Definizione di Coerenze:
    Trattasi dei confini dell’unità immobiliare rilevati in senso orario da Nord-Est a Sud-Ovest.

    2) All’ARTICOLO 2, dove dice: è stato edificato in conformità di progetto approvato e in base a concessione edilizia n°………… rilasciata dal Comune di Inzago (MI) il …./…./…….. , è obbligatorio indicare il n° di Concessione edilizia e data del Suo rilascio?

    Se in entrambi i casi è obbligatorio, se mi spiegate perchè.

    Attendo la Vostra risposta.

    Grazie, cordiali saluti.

    • Salve Bruno, certo che gli identificativi catastali e i riferimenti sui permessi di costruire o eventuali concessioni in sanatoria vanno sempre indicati, in quanto un’immobile sprovvisto di concessione edilizia o sanatoria e quindi edificato senza il necessario titolo non può essere compravenduto in quanto abusivo,
      cordiali saluti.

  18. Salve a tutti.
    Sto trattando un appartamento (ho già fatto la PROPOSTA DI ACQUISTO con il Venditore, devo accingermi a fare il COMPROMESSO) facente parte di un palazzo i cui lavori di costruzione sono iniziati anteriormente del 1° Settembre 1967. Nel contratto di Divisione c’è anche la dichiarazione ex legge 28.02.1985 nr. 47 in cui le parti (i condividendi) dichiarano che “gli immobili oggetto del presente atto sono stati costruiti con inizio lavori ante 1° settembre 1967 e che non sono state apportate modifiche per le quali sarebbe stato necessario richiedere licenza o concessione edilizia”. L’agenzia immobiliare intermediatrice sostiene che tale dichiarazione esime l’appartamento dalla presenza di concessioni edilizie e certificati di conformità e agibilità. Sapreste dirmi se davvero per gli edifici anteriori il 1967 non è prevista alcuna concessione, certificato,eventuali sanatorie, perizie giurate o cose del genere? E’ possibile che edifici completamente abusivi, solo perchè costruiti prima del ’67, siano perfettamente in regola? In caso contrario, qual’è la documentazione che un appartamento di un edificio ante ’67 debba avere per essere in regola? E in quale legge e, soprattutto, articolo se ne parla?? Infine, se dovessi comprare un appartamento del genere e volessi apportare modifiche interne strutturali (modficare i vani, etc.), incontrerei difficoltà ad ottenere l’autorizzazione a causa della mancanza di concessioni e certificati dell’immobile?

    COME MI DEVO COMPORTARE, SONO AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO DELLA MAMMA. HO GIA’ FATTO IL COMPROMESSO PER L’APPARTAMENTO IN CUI VIVE A MILANO COME SPIEGATO SOPRA, E STO PROCEDENDO A RIACQUISTARLO DOVE VIVO IO AD INZAGO (MI), DIETRO AUTORIZZAZIONE DEL GIUDICE TUTELARE, E SCOPRO QUESTO CAVILLO. SONO IN UNA POSIZIONE CHE NON POSSO A QUESTO PUNTO TIRARMI INDIETRO.

    Spero mi rispondiate presto, grazie per l’attenzione.

    • Salve Bruno, si per gli immobili edificati prima del 1 settembre 1967 non vi è l’obbligo della concessione, anche se sarebbe meglio recarsi al comune di competenza per vedere se esiste un qualsiasi documento che attesti che la costruzione è stata effettivamente edificata prima di tale data, le ricordo inoltre che l’accatastamento non è prova della regolarità urbanistica, comunque in linea di massima non dovrebbero esserci problemi anche se ogni situazione è a se stante è necessita sempre di un esame specifico, si rivolga al suo notaio di fiducia che vaglierà la situazione,
      cordiali saluti.

  19. Salve admin.
    In merito alla Tua risposta del 20/02/2011 delle 11:41, nel vostro modello di COMPROMESSO – Articolo 2, chiedo se va bene modificato come di seguito riportato:

    Ai sensi e per gli effetti dell’articolo 40 della Legge 28 febbraio 1985 numero 47 e successive modifiche e integrazioni la Parte Promittente Venditrice espressamente dichiara che il complesso immobiliare di cui sono parte le porzioni immobiliari oggetto del presente accordo, è stato edificato in conformità di progetto approvato.
    La Parte Promittente Venditrice dichiara sotto la propria responsabilità penale che “ l’immobile è stato edificato in data anteriore al 1° Settembre 1967 “.
    La Parte Promittente Venditrice dichiara inoltre che per le medesime porzioni non sono stati effettuati altri interventi edilizi o cambiamenti di destinazione d’uso che richiedessero licenze, concessioni o autorizzazioni in genere e garantisce pertanto anche sotto il profilo edilizio ed urbanistico la perfetta regolarità di quanto in contratto.

    Nello stesso ambito, all’Articolo 1 è obbiligatorio indicare le coerenze dell’appartamento?

    Aspetto la Vostra risposta.

    Grazie, cordiali saluti.

    • salve Bruno, purtroppo non possiamo entrare nel merito della singola situazione in quanto non esiste per noi la possibilità di conoscere senza ombra di dubbio lo specifico caso che la riguarda, quindi onde evitare di dare informazioni sbagliate ci limitiamo sempre a dare delle linee guida. Per tanto le sconsiglio di stipulare un preliminare senza l’aiuto di un professionista qualificato che abbia prima esaminato tutti gli aspetti necessari sia dal punto di vista edilizio urbanistico e catastale, che da quello ipotecario,
      cordiali saluti.

  20. salve ho fatto un compromesso per comprare due mini appartamenti ma al momento di fare il mutuo la banca me lo ha rifiutato perke’ il costruttore ha avuto difficolta’ economiche e gli hanno ipotecato gli appartamenti per i quali io gli avevo gia’ versato 100000 euro che cosa devo fare ?? C’e’ il rischio di perdere tutti i miei soldi ke sono frutti di sacrifici fatti da me e mio marito ?? vi prego aiutatemi…grazie

    • salve Adriana, in questi casi e visto che ci sono in ballo parecchi soldi la prima cosa da fare è rivolgersi ad un legale che potendo leggere il contratto che si è stipulato potrà cercare ed eventualmente trovare la migliore delle soluzioni, non perda altro tempo ricercando informazioni nel web che non potranno mai essere esaustive al 100%
      cordiali saluti.

  21. Salve mi sto accingendo a fare un preliminare di acquisto di immobile, nel quale vorrei inserire l’autorizzazione da parte del venditore (già d’accordo) affinché io acquisrente possa effettuare i lavori di ristrutturazione necessari prima del rogito. E’ possibile? Se si è prevista una procura per la presentazione della DIA/CIA con accollo della responsabilità? Grazie. Massimo Lamagna

    • salve Massimo, con accordo tra le parti tutto è possibile, per quanto riguarda la dia sarà l’attuale proprietario a doverla presentare (non credo sia possibile percorrere altra strada), mentre per quanto riguarda le responsabilità sono tutte a carico del venditore e poche per l’acquirente,
      cordiali saluti.

  22. Gent.le Admin,
    desideravo sapere se in una compravendita esiste un valore minimo dell’immobile sotto il quale non si può andare. Ad esempio il valore catastale.

    Mettendo da parte la convenienza della transazione, io posso vendere un appartamento ad un costo inferiore al suo valore catastale?

    Grazie

    • salve Luca, certo che lo può fare, ma le imposte che pagherà l’acquirente saranno comunque calcolate sul valore catastale che dovrà essere il minimo dichiarabile. Comunque le consiglio, nel caso siano intervenute novità in merito ai meccanismi di accertamento fiscale dell’Agenzia delle entrate, di consultare il suo commercialista onde evitare spiacevoli inconvenienti. Resta inteso che la vendita ad un prezzo inferiore si potrebbe fare ma a patto che l’immobile sia stato effettivamente compravenduto al prezzo x e che tutti i pagamenti siano tracciabili,
      cordiali saluti.

  23. SALVE
    HO ACCETTATO UNA PROPOSTA DI ACQUISTO PER IL MIO IMMOBILE TRAMITE AGENZIA.
    DURANTE LA COMPILAZIONE DELLA PROPOSTA VENIVANO CHIESTI GIUSTAMENTE DAL FUTURO ACQUIRENTE TUTTI I DATI RELATIVI ALL’IMMOBILE.
    TRA QUESTI IL SIGNIFICATO DI PARTI COMUNI DI CUI IO MI INTENDO POCO.
    IL MIO APPARTAMENTO FA PARTE DI UNA PALAZZINA FAMILIARE PAPA’, MAMMA, ZIA E QUANDO I MIEI GENITORI MI HANNO INTESTATO LA CASA NON HANNO INSERITO LA CANTINA E POSTO AUTO CONSIDERANDO CHE LI USO CONTINUAMENTE ABITANDOCI E PERTANTO LE PARTI COMUNI CHE RISULTANO NELLA COMPRAVENDITA SONO L’ENTRATA, LE SCALE IL PASSAGGIO ETC.
    PREMETTO CHE IO PER PARTI COMUNI “PENSAVO” CI FOSSERO ANCHE LA CANTINA ED IL POSTO AUTO MA NON CI SONO NELLA COMPRAVENDITA (QUESTO CONSTATATO DALLA VISURA DAL FUTURO ACQUIRENTE FATTA DOPO LA PROPOSTA E CHE NEANCHE L’AGENZIA AVEVA ANCORA FATTO)
    HO TRANQUILLIZZATO L’ACQUIRENTE CONFERMANDOGLI CHE L’USO DI ENTRAMBI E’ A SUA DISPOSIZIONE, MA CHE NON ESSENDONE PROPRIETARIA NON POSSO CEDERLI MENTRE ORA LUI LI PRETENDE POICHE’ IL TITOLARE DELL’AGENZIA SENZA NEANCHE AVER EFFETTUATO LE OPPORTUNE VERIFICHE CATASTALI PRIMA DELLA FIRMA DELLA PROPOSTA, NON FACEVA ALTRO CHE PROMETTERLI COME PARTI COMUNI MA COSI’ NON E’.
    DA QUESTA PROPOSTA DI ACQUISTO FRETTOLOSA, LA CASA è BELLISSIMA ED E’ UN AFFARE, IO DAL FUTURO ACQUIRENTE NON HO RICEVUTO ALCUNA CAPARRA, MA L’ASSEGNO LO HA INTESTATO ALL’AGENZIA CHE LO HA ANCHE BANCATO COME MAI? E’ UNA PROCEDURA NORMALE CHE IL VENDITORE NON PERCEPISCA ALCUNCHE’?
    ORA PUO’IL FUTURO ACQUIRENTE PRETENDERE QUESTE PARTI COMUNI CHE A SUO DIRE GLI SONO STATE PROMESSE VERBALMENTE SENZA AVERNE CERTEZZA ALCUNA CHE QUESTE PARTI FOSSERO PARTI CONNESSE ALL’IMMOBILE E CHE NELLA COMPRAVENDITA NON SONO COMPRESE
    NELLA PROPOSTA NON SI FA MENZIONE Nè DI POSTI AUTO Nè DI CANTINA, MA SOLO DELL’IMMOBILE OGGETTO DELLA COMPRAVENDITA E CHE LUI HA FIRMATO ED ACCETTATO.
    E SE ORA L’ACQUIRENTE SI RITIRA DALLA PROPOSTA A ME COSA RESTA A PARTE LA PERDITA DI TEMPO E LE MINACCE DA PARTE DELL’AGENZIA CHE QUELLE PARTI COMUNI, CHE NON LO SONO, GLIELE DEVO DARE LO STESSO?
    E PERCHE’ IO NON HO RICEVUTO ALCUN ASSEGNO AL MOMENTO DELL’ACCETTAZIONE DELLA PROPOSTA DAL MOMENTO CHE L’ACQUIRENTE SI E’ LETTO TUTTO PIGNOLOSAMENTE E SOLO IN BASE ALLE PAROLE DI UN VENDITORE HA CREDUTO DI STARE AD ACQUISTARE CASA. CANTINA E POSTO AUTO!
    E SE IO MI RITIRASSI DALLA PROPOSTA A COSA VADO INCONTRO?
    PREMETTO CHE A QUESTI SIGNORI ORA NON VOGLIO CEDERE NEANCHE A MO’ DI CORTESIA NE’ IL POSTO AUTO NE’ LA CANTINA
    LA RINGRAZIO

    • salve Daniela, le parti comuni sono l’androne, le scale, gli spazi d’accesso allo stabile gli spazi di manovra eccetera, le cantine i posti auto ed altre pertinenze non possono considerarsi parti comuni, a meno che non sia esplicitamente indicato per esempio in un eventuale regolamento di condominio. Inoltre di chi sono queste cantine e posti auto? Risulteranno da qualche parte bisognerebbe esaminare la situazione. detto questo se il venditore si ritira in teoria dovrebbe in teoria restituire il doppio di quanto percepito ma anche qui necessita un’analisi specifica. Comunque nelle compravendite immobiliari tutti gli assegni che emette l’acquirente vanno intestati con modalità non trasferibile sempre al venditore e mai all’agenzia, muoversi diversamente è una prassi assolutamente scorretta in quanto l’agenzia fino a che non viene concluso l’affare non ha diritto a compenso alcuno, per questo mi rivolgerei subito ad un legale perchè la situazione non è affatto chiara,
      cordiali saluti.

  24. la ringrazio per la sollecita risposta
    infatti la cantina ed i posti auto sono intestati
    a mio padre e fratelli ma ancora indivisi e non sono stati compresi nella compravendita del mio appartamento oggetto della proposta irrevocabile di acquisto.
    noi, cioè io venditrice e il signore acquirente, abbiamo firmato presso l’agenzia la proposta irrevocabile di acquisto ed è in questa fase che l’acquirente ha lasciato l’assegno intestato all’agenzia. E’ lo stesso?
    preciso che la parte venditrice e cioè io non mi ritiro dalla proposta nonostante non abbia ricevuto alcun assegno.l’ammontare dell’assegno che l’agenzia ha preteso è di 7.000,00 euro che l’acquirente ha lasciato prima che firmassimo la proposta di acquisto e questo davanti ai miei occhi. io ingenuamente non sapevo che dovesse essere lasciato un assegno a me.
    anche questo è irregolare?
    la ringrazio

    • Salve Daniela, ripeto che la prassi corretta è che l’assegno di caparra e tutti gli altri assegni pertinenti al perfezionamento della compravendita debbano essere intestati al venditore e non all’agenzia, anche se purtroppo sento spesso di agenzie che si muovono in questo senso. La domanda poi è semplice, a quale titolo l’agenzia pretende un assegno a lei intestato che non sia quello della provvigione? E’ forse proprietaria l’agenzia? No. Per quanto riguarda le pertinenze non essendo parti comuni non vedo come possano essere inclusi, inoltre se lei non gode nemmeno per quota di diritti reali su questi beni non vedo come possa promettere di venderli. Non è comunque il caso di allarmarsi più di tanto se fossi in lei mi rivolgerei comunque ad un legale per essere tutelati al 100% durante tutta la compravendita, le costerà dei soldi ma le assicuro che saranno ben spesi,
      cordiali saluti.

  25. L’ASSEGNO NON ERA INTESTATO A ME MA ALL’AGENZIA A ME NON HANNO DATO NIENTE.
    PENSO CHE L’AGENZIA L’ABBIA INCASSATO COME PROVVIGIONE.
    MA NON SI DOVEVA DARE UN ASSEGNO ANCHE A ME?
    GRAZIE

    • Salve Daniela, è quello che ho pocanzi detto, i primi soldi che si muovono in una compravendita immobiliare sono quelli che passano da promissario acquirente a promittente venditore, la parcella all’agenzia va corrisposta solo all’avvenuta conclusione dell’affare e cioè all’avvenuta conoscenza da parte del proponente dell’avvenuta accettazione della proposta d’acquisto. Sa cosa penso, che l’agenzia furbetta sapendo già a priori che il discorso delle pertinenze avrebbe sollevato problemi, onde evitare di vedersi non corrisposta la provvigione ha voluto utilizzare questo metodo dell’assegno della proposta intestato a loro. Poi chè questo comportamento non è deontologicamente corretto ribadisco che la migliore delle soluzioni è quella di rivolgersi ad un legale,
      cordiali saluti.

  26. LA DISTURBO ANCORA PER UN’ALTRO QUESITO
    PUO’ MIO PADRE, PROPRIETARIO CON I FRATELLI DELLA CANTINA E DEI POSTI AUTO TUTTORA INDIVISI, CEDERE UNA SUA QUOTA AL FUTURO ACQUIRENTE?
    LA RINGRAZIO

    • salve Daniela, in teoria certo che lo può fare bisogna poi vedere quale strada percorrere per svolgere l’operazione, che forse si potrebbe inglobare nella compravendita attualmente in corso, ma le conviene parlare di questo con il notaio di sua fiducia oppure con quello dell’acquirente che sapranno trovare la soluzione migliore, potendo leggere tutti i documenti pertinenti al caso,
      cordiali saluti.

  27. LA RINGRAZIO NUOVAMENTE
    HO SENTITO IL FUTURO ACQUIRENTE E MI RIBADISCE CHE QUESTE PARTI CIOE’ POSTO AUTO E CANTINA GLI SONO STATE PROMESSE VERBALMENTE, PREMETTO CHE IGNORANDO CHE NON FACESSERO PARTE DELLA MIA COMPRAVENDITA HO DETTO QUESTO E’ VERO MOLTO INGENUAMENTE, MA ALLA LUCE DEI FATTI NON LO POSSO FARE. ORA LUI PARLA DI AVVOCATI ETC.
    CONSIDERI SEMPRE CHE NELLA PROPOSTA DI ACQUISTO NON SI FA MAI RIFERIMENTO A QUESTE PARTI COME CANTINA E POSTO AUTO, MA CERTAMENTE LEI HA CAPITO BENE IL PROBLEMA. IO PERO’ NON SO COME COMPORTARMI DAVANTI ALLA MINACCIA DI UN AZIONE LEGALE DA PARTE DEL FUTURO ACQUIRENTE.
    LA RINGRAZIO
    SONO UNA DONNA SOLA CON UNA FIGLIA E MI RITROVO AD ESSERE CONFORTATA VIA INTERNET DA UNO SCONOSCIUTO PERALTRO MOLTO GENTILE E PROFESSIONALE.
    LA RINGRAZIO NUOVAMENTE

    • salve Daniela, le parole se le porta via il vento quello che conta è ciò che è scritto nero su bianco ed accettato da entrambe le parti. A questo punto l’unica cosa che le rimane da fare, anche perchè pure volendo lei non può vendere ciò che non è suo, questo mi sembra chiaro, è rivolgersi al più presto ad un legale in modo da tutelarsi, non aspetti che le venga notificato qualcosa da parte del legale dell’acquirente faccia lei il primo passo, più di questo io non posso fare spero per lei che le cose si aggiustino per il meglio,
      cordiali saluti.

  28. Salve,
    parecchi anni fa sono stati ipotecati 7/10 (4/10 di mia madre e 3/10 di mio fratello) della casa di cui anch’io sono comproprietaria, la mia quota di 3/10 non è stata ipotecata in quando io all’epoca ero minorenne. L’ipoteca ricadente su questo immobile era di circa 80 mila euro ed è stata fatta per acquistare una gelateria che ha chiuso dopo 3 anni di attività. Mia madre di questa ipoteca ha saldato solo 5 mila euro, dopo parecchi anni, la pratica è passata al recupero crediti, la soluzione migliore suggerita è stata quella di vendere l’immobile e saldare l’ipoteca. Mia madre non ha fatto nulla, ha proposto al recuper credito la mia firma, ovvero ipotecare anche i miei 3/10, per poter rinegoziare il mutuo (cosa che è stata dal principio negata da me). Un bel giorno mia madre mi telefona e mi dice che il recupero crediti ha accettato questa proposta, dopo ciò io mi sono messa in contatto con loro e ho negato questa possibilità. Mia madre mi ha lanciato accuse davvero pesanti e dopo le sue insistenza presa dall’esasperazione ho trovato una soluzione diversa, mettere in vendita la casa così da saldare la loro ipoteca e avere un gruzzoletto da poter investire. Ora iniziano a sorgere i problemi più grossi. Mi reco in agenzia immobiliare (il titolare è amico di mia madre e di mio fratello e ha saputo da me fin dal principio i pessimi rapporti che ho con entrambi) e con le autorizzazioni necessarie anche degli altri proprietari metto in vendita l’abitazione. Ci viene fornita una proposta d’acquisto a 105 mila euro (5 mila euro in meno al valore effettivo di mercato attuale), sulla proposta c’è il termine per il rogito fissato al 28 febbraio 2011, viene firmata da tutti, ovviamente ci sono anche gli obblighi d’estinzione ipotecaria etc. Arriviamo al preliminare presso un notaio di fiducia degli acquirenti (17 dicembre 2010), al notaio ho chiesto (a mio parere anche non necessario, essendo scritto sul preliminare che l’ipoteca veniva saldata esclusivamente dagli altri proprietari) se l’intera cifra netta che rimaneva (20 mila euro circa in quanto 7,900 euro venivano già tolti dalla mia parte per aiutare gli altri a saldare l’ipoteca) spettava interamente a me, la risposta fu: “logicamente verrà fatto un assegno a lei, in quanto la sua parte non è ipotecata”. Prima di questo preliminare ho sentito anche un avvocato che mi ha confermato ciò. Ho firmato il preliminare ove era scritto che il saldo veniva versato dagli acquirenti sotto forma di assegni circolari. Dopo ciò gli acquirenti hanno preferito saldare l’agente immobiliare in nero per non pagare l’iva e di conseguenza ho dovuto fare così anch’io, in quanto non era possibile usufruire dell’agente immobiliare solo dalla parte venditrice. L’agente immobiliare è riuscito (pagandolo 1.000 euro in più) a creare un accordo con il recupero crediti di 78.000 euro invece di 85.000 che doveva essere (documentato). A seguito di ciò mi sono recata successivamente dal notaio per una conferma sul saldo percepito alla fine, anche questa volta la sua risposta è stata in mio favore, consigliandomi comunque di far scrivere agli altri comproprietari una dichiarazione di debito nei miei confronti di 7,900 euro detratti dalla mia parte per il saldo dell’ipoteca. Sono stati fissati, solo verbalmente più atti (11 febbraio 15 febbraio 17 febbraio) e ho fatto un viaggio di 500 km per essere presente. L’atto finale è stato fissato con avviso tramite mail il 28 febbraio, mi sono presentata e sono rimasta veramente allibita! In pratica mentre leggeva l’atto, il notaio, ha detto che la parte restante, netta, cioè 20 mila euro, venivano saldati con 3 assegni circolari divisi per quote, al chè io mi sono arrabbiata e ho chiesto spiegazioni e mi è stato risposto che dopo aver ricevuto una telefonata da mia madre in cui le diceva che se non avessero preso questi soldi non avrebbero firmato lei ha dovuto fare così per la buona riuscita dell’atto (VISTO CHE IL NOTAIO VIENE PAGATO ALLA FINE NO?!). Vorrei precisare che non mi è stato comunicato nulla, il notaio se l’è presa con l’agente immobiliare, ma a quel punto (visto che l’AI a regola non ha riscosso nulla, me l’avrebbe dovuto comunicare il notaio,no?) Ho dichiarato di non voler firmare a questo punto e ho richiesto a madre e fratello di scrivere una loro dichiarazione di debito e mi è stato risposto categoricamente di no. Il notaio ha ammesso che io avevo ragione ma che poi dovevo rivalermi legalmente su di loro. Il notaio al mio rifiuto ha detto: bene, allora mi fate un’assegno del doppio della caparra confirmatorio, dopo questa minaccia era intenzionata a firmare, o per meglio dire obbligata! Alla fine questo atto il 28 (preciso che anche sul preliminare di vendita c’è scritto come termine entro e non oltre il 28 febbraio) non si è potuto concludere perchè aala banca che concedeva il mutuo agli acquirenti, non bastava la dichiarazione di cancellazione di ipoteca con il decreto Bersani e hanno detto che ci volevano un paio di giorni per la risposta. All’agenzia immobiliare ho detto che entro domenica io me ne sarei andata. Corro subito, appena arrivata, dall’avvocato e quest’ultimo invia una lettera di inadempimento a tutti i coinvolti, sotto suo consiglio non rispondo alle interminabili chiamate di notaio e AI, mi arriva un’email il 7 dicendomi che l’atto era stato spostato al 9 di marzo. Mia madre, notaio e AI si mettono in contatto con l’avvocato al quale dicono che io ho rivolto la domanda al notaio dopo aver firmato il preliminare, ma mi chiedo che senso avrebbe avuto, visto che io volevo tutelarmi. Il mio avvocato mi ha detto che essendo stato un problema fra banche risolvibile devo concludere questo atto. Ho passato giorni a non dormire perchè oltre il danno la beffa, in pratica vogliono farmi passare per pazza! Comunque il mio avvocato ha mandato una lettera ai coinvolti per rimandare l’atto al giorno 14 marzo. Ora io mi chiedo: è giusto tutto questo? A questo punto non c’è modo di annullare il preliminare di vendita? Preciso che il preliminare non è registrato, ho già letto però che non può essere un motivo di risoluzione contratto. Poi un altra cosa, abbiamo firmato tutti lo stesso preliminare, mia madre e mio fratello non si sarebbero dovuti informare prima di firmare se non fossero stati d’accordo. Ora il notaio ha aggiunto la parte degli assegni in modo da obbligarmi a firmare, in quanto mi è stato detto che se non firmassi risulterei solo io inadempiente e non i comproprietari. Bello schifo!! Attendo urgentemente una risposta da chi sa più di me. Spero di aver descritto la situazione nel miglior modo possibile. Grazie mille.

    • salve Pamela, io credo, anche se la situazione mi sembra estremamente ingarbugliata, che abbia ragione il Notaio quando dice che lei si potrà rivalere dopo la stipula del rogito su coloro che pensa le abbiano fatto un torto. La mia però è una risposta che non può considerarsi vera ed esauriente al 100% in quanto non posso conoscere nei dettagli la situazione. Inoltre non credo si possa annullare il preliminare per dei problemi che alla fine mi sembra di aver capito siano imputabili solo al venditore. Se fossi in lei seguirei i consigli del suo legale che avrà tutto l’interesse nel tutelarla nel migliore dei modi,
      cordiali saluti.

  29. Buongiorno e buona domenica.

    Ho venduto un immobile a Milano cointestato al 50% a mia mamma (che ci vive con diritto e agevolazioni prima casa) e 50% al presente che Vi scrive. Il Rogito Notarile è fissato per il 13/05/2011, con concessione in comodato d’uso gratuito di 15 giorni dalla data del Rogito Notarile.

    1)La Comunicazione di Cessione di Fabbricato (art. 12 del D.L. n.59 del 21.03.1978) deve essere presentata entro 48 ore dalla data di stipula del Rogito Notarile, o entro 48 ore dalla scadenza dei 15 giorni in comodato d’uso gratuito?

    2)Il cedente devo indicare solo chi effettivamente occupava ed abitava la casa o entrambi?

    3)In una città come Milano a chi deve essere inoltrata?

    Aspetto una Vostra risposta.

    Grazie, cordiali saluti.

  30. Buonasera,
    E’ da qualche mese che cerco di acquistare un immobile, prima tramite agenzia ma ora sto proseguendo da privato. Chiacchierando con amici ho conosciuto un signore che ha in vendita un terreno edificabile con progetto approvato dal comune per costruire un immobile che potrebbe interessarmi, e stavo pensando di acquistare questo terreno ma il tizio dice che, dato che ha messo il terreno in vendita presso diverse agenzie (tra cui ce n’è una con cui ho avuto a che fare mesi fa) se lo vendesse da privato, e per giunta ad un tizio che ha avuto a che fare con una di queste agenzie, quest’ultima potrebbe fargli una denuncia o cose simili…volevo sapere, ma tutto questo è vero??…se un tizio ha un immobile presso un agenzia, con cui non ha firmato esclusiva o cose simili, non può eventuamente vendermelo da privato??

    • Salve Carmen, se gli incarichi non sono in esclusiva il venditore può vendere anche a terzi ma solo nel caso in cui l’acquirente non sia stato messo in relazione con il venditore da una delle agenzie, altrimenti è comunque dovuta la provvigione da entrambe le parti, poi è chiaro che bisognerebbe leggere ogni singolo incarico per vedere se vi sono state inserite clausole,
      cordiali saluti.

  31. Buon giorno!
    Io e mio marito abbiamo trovato un immobile da acquistare tramite un’agenzia. Abbiamo fatto una proposta d’acquisto “a voce” che è stata accettata dal venditore. La prossima settimana dovremo incontrare l’agenzia per mettere tutto nero su bianco.L’agenzia mi ha detto che possiamo scegliere di fare una proposta d’acquisto, consegnando un’assegno come caparra, e fare firmare subito il venditore, per accettazione, oppure scegliere di fare subito un compromesso, saltando la fase della proposta d’acquisto. Voi cosa mi consigliate? Qual’è la soluzione che ci tutela di più, come acquirenti, nel caso in cui dovessero sorgere dei problemi? Poichè dobbiamo chiedere un mutuo, è possibile inserire la clausola “proposta valida salvo accettazione del mutuo”, anche nel compromesso?
    Grazie mille! Cordiali saluti.

    • Salve Sabrina e Stefano, se siete già d’accordo con il venditore è possibile effettuare anche solo il compromesso senza la proposta d’acquisto, che nel vostro caso visto che esiste già l’accordo non serve anche se non essendoci ancora la delibera del mutuo, io opterei per una proposta con non più di 5000 euro di caparra. Per quanto la clausola sospensiva certamente è possibile inserirla nel compèromesso in modo tale da vedersi restituite le somme versate nel caso in cui il credito non venga erogato,
      cordiali saluti.

  32. Salve! Ho visto un appartamento in fase finale di costruzione che vorrei comprare, ma ho un dubbio. Il signore che me lo ha mostrato ha sottoscritto con il costruttore un compromesso e ha versato una ingente somma quale caparra. In seguito ha rinunciato a versare il saldo adducendo a motivo il ritardo nell’ultimazione dei lavori. A questo punto chi dovrebbe essere il mio interlocutore: il costruttore o questo signore che non so se definire proprietario a tutti gli effetti? O dovrei semplicemente aspettare che prima risolvino questa cosa fra di loro? Grazie per una cortese risposta.

    • Salve Daniele, il rapporto deve essere con l’attuale promissario acquirente, che le cede il preliminare di compravendita, ma bisogna vedere come è stato stipulato questo preliminare, in quanto non tutte le società costruttrici autorizzano la cessione, inoltre è necessario esaminare la situazione che c’è tra l’attuale promissario e la parte venditrice per prendere una decisione consapevole,
      cordiali saluti.

  33. Ho stipulato un compromesso per l’acquisto di un alloggio. Ho inserito la clausola “per se o per personao società da nominare” nelle parte promittente all’acquisto. In questo momento un’altra persona vorrebbe acquistare da me l’immobile con un prezzo più alto di circa 20mila euro. Le mie domande sono: 1- Posso cedere il compromesso e mandare il nuovo acquirente al rogito? 2- Il guadagno di 20mila euro come verrebbe tassato? Devo inserirlo nella dichiarazione dei redditi? Grazie, Mauro

    • Salve Mauro, credo che per cedere a titolo oneroso il preliminare sia necessario il consenso del venditore, per quanto riguarda la tassazione dovrebbe rientrare in quella da redditi diversi, ma sinceramente non sono un esperto fiscalista quindi le conviene rivolgere la domanda al commercialista di sua fiducia,
      cordiali saluti.

  34. buongiorno,
    ho firmato una proposta di acquisto mediante un intermeiario. ci sono pero’ delle cose che non ho verificato, ahime’, prima:
    – sulla proposta non ci sono i dati definitivi dell’immobile (non c’e’ indicato il mappale subbalterno ecc).
    – sulla proposta c’e’ scritto che devo consegnargli 25.000,00 non al compromesso come concordato a voce ma ha segnato la data del 07/04 (gg fissato per il compromesso) cosa significa? che se sposto la data del compromesso i 25.000 devo darglieli comunque il gg 07/04
    – l’intermediario non mi ha ancora conseganto alcun documento dell’appartemtno per le dovute verifiche (atto provenienza, visura catastale) ecc. ) . se al compromesso non mi da questi documenti posso rifiutarmi di firmare o sono comunque obbligata?

    • Salve Vanessa, i dati catastali verranno riportati sul compromesso, sulla proposta per indicare di quale immobile si tratta oltre alla via con il civico e relativo interno (ove presente) vengono riportati il numero di raccolta e repertorio dell’atto di compravendita non chè il notaio che l’ha redatto. Se non si stipula il preliminare ovviamente non deve corrispondere nessuna cifra, altrimenti a quale titolo la corrisponderebbe? Per quanto riguarda i documenti una volta accettata la proposta d’acquisto prima di stipulare il preliminare e versare altri soldi vanno effettuate tutte le verifiche, quindi se non le vengono consegnati tali documentazioni, si rivolga pure ad un legale in quanto è ragionevole pensare che ci sia qualche problema, ma potrebbe anche solo trattarsi dell’incompetenza dell’agente immobiliare,
      cordiali saluti.

  35. buongiorno,
    a metà maggio firmerò il compromesso, ma vorrei chiedere un consiglio su alcune cose:
    -l’agente (intermediario) ci consiglia di farlo presso l’agenzia x nn far spendere più soldi a noi se dovessimo farlo dal notaio. Ci sono dei pro e dei contro se dovessimo decidere di stipularlo presso l’agenzia e nn presso il notaio? L’agente ci ha anche detto che può mandare una copia del compromesso al ns notaio x fargliela vedere prima che noi la firmiamo.
    -non sappiamo se far trascrivere il compromesso.. possibile che se nn venisse trascritto nn saremmo tutelati?? allora a che serve la registrazione obbligatoria??
    grazie sempre x la vs disponibilità

    • salve Daniela, la registrazione del preliminare è solo ai fini fiscali, mentre la trascrizione serve per rendere l’atto pubblico nei confronti della collettività. La trascrizione è la vera tutela anche se non è una prassi molto consolidata in Italia (anche perchè ha un costo non proprio basso almeno nell’ordine di 1200 1500 completamente a carico dell’acquirente). In poche parole permette al promissario acquirente di garantirsi i diritti nascenti dall’atto stesso, per esempio nel caso in cui il venditore sia un truffaldino, ma speriamo che non sia il vostro caso, e tenti di promettere in vendita a diversi soggetti lo stesso immobile. Chiedete al vostro notaio sono sicuro che vi consiglierà di trascrivere l’atto,
      cordiali saluti.

  36. Buongiorno,
    a breve acquistiamo una casa da privati, in fase di acquisto la casa sarà intestata solo a me. Mio marito contribuirà economicamente all’acquisto, esiste un modo per tutelarlo in modo tale che risulti sempre che è stata versata una cifra anche da lui per l’acquisto?

    grazie
    FRANCESCA

    • salve Francesca, non sono a conoscenza di specifici metodi per garantire una tutela del genere, ma posso immaginare che un avvocato, o il notaio potrebbero redarre una sorta di accordo/contratto tra di voi tipo quelli prematrimoniali in voga da alcuni anni. Certamente per una tutela assoluta la cosa migliore sarebbe che, giustamente tutte le persone che mettono denaro per acquistare l’immobile siano cointestarie dello stesso,
      cordiali saluti.

  37. ..invece che ne pensa sul fatto che l’agente ci suggerisce di fare il preliminare presso l’agenzia x nn far spendere più soldi a noi se dovessimo farlo dal notaio. Ci sono dei pro e dei contro se dovessimo decidere di stipularlo presso l’agenzia e nn presso il notaio? l’agente ci ha anche detto che può mandare una copia del compromesso al ns notaio x fargliela vedere prima che noi la firmiamo.

    • Salve Daniela, ripeto che ciò che potrebbe succedere non trascrivendo il preliminare è che l’attuale proprietario potrebbe promettere in vendita il suo immobile a diverse persone, cosa che non potrebbe fare in presenza di un preliminare trascritto che risulterebbe nella visura ipotecaria che solitamente si richiede prima della stipula del preliminare stesso. La differenza sta quindi nel fatto che chi è in possesso di quello trascritto vedrebbe garantiti i diritti nascenti dall’atto nei confronti di altri. Comunque la prassi della trascrizione è poco utilizzata perchè costosa (e le possibilità che il venditore sia un truffaldino sono abbastanza remote), ma è sicuramente una tutela maggiore. Ovvio che è sempre meglio far verificare al proprio notaio la copia del preliminare anche se non si è intenzionati a trascriverlo, è una decisione che spetta solo a voi, magari parlatene con il vostro notaio e sentite lui che cosa vi consiglia, io personalmente se dovessi acquistare la mia casa lo farei trascrivere,
      cordiali saluti.

  38. Buongiorno, vorrei porre una domanda relativa alla validità e alle responsabilità che sorgono da un contratto preliminare di compravendita di immobile. Ho stipulato col mio compagno un contratto preliminare per l’acquisto di una casa; il contratto è stato regolarmente firmato da entrambi e poi registrato; contestualmente mio padre ha versato una quota per l’acquisto della casa, quota da intendersi come “aiuto” a noi, che nel frattempo, ci stavamo informando per accendere un mutuo ventennale per pagare la restante parte della casa. Il mio fidanzato ha cambiato idea poco prima del rogito, previsto quattro mesi dopo il compromesso. Sono rimasta unica acquirente e ho potuto, grazie a mio padre che ha fatto da garante, accendere un mutuo da sola. E ho dovuto acquistare perchè non potevo immaginare di perdere la considerevole quota versata da mio padre quattro mesi prima. Ora mi chiedo: la firma con cui a suo tempo il mio ex fidanzato ha accettato di obbligarsi a comprare casa con me, ha qualche valore per un eventuale richiesta di danni? Considerando il fatto che, ovviamente, non avrei comprato da sola, nè tanto meno sarebbe stata versata una quota così alta della casa al venditore in sede di preliminare, se solo avessi mai immaginato di avere accanto una persona inaffidabile.
    grazie.

    • Salve Laura, non credo si possa parlare di danni, dal momento che l’acquisto è stato perfezionato e quindi di danni reali non ce ne sono stati, credo che diverso sarebbe stato se a causa del ripensamento del suo fidanzato lei non fosse più stata in grado di perfezionare e quindi avrebbe perso quanto versato in quel momento. Comunque io non sono un’avvocato e quindi posso solo fare delle supposizioni, se proprio lei e la sua famiglia vi sentite in qualsiasi modo danneggiati dalla situazione, l’unica cosa che potete fare è rivolgersi ad un legale per vedere se ci sono gli estremi per un’azione ed un’eventuale risarcimento,
      cordiali saluti.

  39. Salve ; sto vendendo un’appartamento,un’agenzia (pur non avendo contratto di mediazione con me)mi ha portato un’acquirente interessato, facendomi poi una proposta da me non accettata.
    L’acquirente (che non ha firmato nulla per la visura dell’appartamento) ha scoperto che vendevo l’appartamento anche privatamente e siccome era fortemente interessato contattandomi ci siamo messi d’accordo.
    Quello che vorrei sapere e’, se l’agenzia in un’ipotesi remota venisse a sapere del nostro accordo, potrebbe avvalersi su di noi come mediazione, come, in che modo oppure possiamo continuare tranquillamente il nostro accordo, datosi che l’agenzia non c’e riuscita.
    In atttesa di una eventuale risposta porgo cordiali saluti.

    • Salve Diego, nel caso in cui l’affare si concluda con persone messe in relazione dall’agenzia a prescindere dalla forma data all’incarico (scritta o verbale) la provvigione è comunque dovuta, ed il diritto del mediatore ad esigerla si prescrive entro un anno dall’eventuale conclusione dell’affare,
      cordiali saluti.

  40. Gentile admin le volevo chiedere cortesemente un paio di cose: 1) se in una trattativa di compravendita all’atto della stipula del compromesso se è prevista per legge una percentuale relativa alla caparra rispetto al prezzo pattuito dalle parti; 2)tutta la documentazione dell’immobile, intendo, mappa catastale, planimetria, ecc. se mancano, a chi spetta procurarli al venditore o all’acquirente? Grazie mille anticipatamente.

    • Salve Eugenio, non c’è una legge che stabilisce quale percentuale debba essere corrisposta alla stipula del preliminare, ma la consuetudine vuole che si versi un 20-30% del totale, ma con accordo tra le parti la cifra può essere cambiata, per quanto riguarda la documentazione necessaria alla stipula dell’atto definitivo (rogito notarile) è tutta a carico del venditore, ma anche qui con accordo tra le parti può essere stabilito che le modalità siano differenti,
      cordiali saluti.

  41. e’ possibile fare la proposta a nome di mio marita e il compromesso a nome mio la casa verra intestata solamente a me.

    • Salve Simone, certamente è possibile far sottoscrivere la proposta a suo marito e poi intestare la casa a lei,
      cordiali saluti.

  42. B/giorno,
    mi sto avventurando all’acquisto di un appartamento (I° casa) a Roma, chiedo vostra collaborazione per capire e comprendere come muovermi, considerando che l’immobile ha delle pendenze economiche e giuridiche. Premetto che ha al momento ho effettuato una offeta e che la stessa è stata accettata dal venditore, chiaramente non ci saranno passaggi intermedi, vedi compromesso o ecc. considerando che il mio impegno è quello di saldare interamente l’appartamento al rogito, previa verifica dell’estinzione delle pendenze. In particolare la casa a 2 ipoteche che verranno saldate dal venditore ed una ipotecha che verrà saldata da me contestualmente alla firma del rogito più la differenza per il venditore. So che l’avvocato del venditore ha chiesto istanza al Giudice Fallimentare per sanare l’ipoteca e vorrei sapere, al netto dell’esito giudiziaro (immagino sarà positivo), quali altri rischi o pericoli posso correre.
    grazie vostra collaborazione
    michele

    • Salve Michele, acquistare un’immobile con dei gravami di tipo giudiziale (se ho capito bene) è un’operazione che può nascondere diversi problemi ed imprevisti, pertanto le consiglio vivamente di avvalersi della consulenza di un professionista accreditato, certamente le costerà dei soldi ma le assicuro che saranno ben spesi, l’operazione dovrebbe essere possibile (sempre che non ci siano altri creditori “nascosti”) ma è necessario effettuare il tutto con le dovute cautele. Non posso dare indicazioni specifiche trattandosi di una casistica particolare in quanto non sono a conoscenza della situazione,
      cordiali saluti.

  43. Gentile Admin volevo cortesemente chiederle:
    mia madre sta vendendo una casa e l’acquirente ha chiesto le copie dei documenti in suo possesso che naturalmente lei gli ha fornito. Però questi asserisce che non vi è tra questi la planimetria dell’immobile e che non risulta nemmeno accatastata, mia madre ha una planimetria della casa, però l’acquirente afferma che non è quella giusta. La mia domanda è questa: ma questo documento è veramente tanto indispensabile in sede di atto di compravendita dal notaio, così come asserisce l’acquirente o devo pensare che è un modo come un altro di temporeggiare e prendere tempo sempre da parte di costui? La ringrazio infinitamente ed attendo sue notizie. Eugenio

    • Salve Eugenio, la planimetria catastale è un documento necessario alla stipula notarile, pertanto lei dovrà a sue spese incaricare un tecnico che la procurerà in catasto, se ce ne è una depositata, altrimenti andrà fatta una nuova rappresentazione grafica, o eventuale accatastamento,
      cordiali saluti.

  44. Gentilissimo admin, le volevo chiedere cortesemente se è vero che nel vendere un immobile è obbligatorio per legge che il venditore prima della vendita debba effettuare la messa a norma di tutti gli impianti (elettrico, gas ecc.) e se ciò è vero, non essendoci ancora un preliminare di compravendita, ma solo accordi orali con l’acquirente,ne tantomeno caparre, posso applicare allora un aumento del prezzo richiesto per l’mmobile dato che dopo questi interventi sicuramente lo stesso avrà, credo, un valore un pò più alto?
    Grazie mille per la gentilezza e la sua disponibilità.

    • Salve Eugenio, a meno che non si tratti di nuova costruzione non esiste l’obbligo di mettere a norma gli impianti, chi acquista può decidere di non farlo se ritiene che gli impianti debbano essere messi a norma (ma ovviamente prima di sottoscrivere una proposta), ma di solito accettata la proposta, nella quale sicuramente vi è la dicitura “la parte acquirente accetta di acquistare per se o persona da nominare l’immobile nello stato di fatto e di diritto in cui attualmente si trova” l’affare è concluso e successivamente non si può pretendere che gli impianti vengano messi a norma, fosse così non si farebbe più una compravendita, si pensi solo alle decine di migliaia di immobili vecchi e completamente da ristrutturare che certamente non hanno gli impianti a norma ma vengono comunque compravenduti, l’importante è che chi acquista sia cosciente della situazione riguardante gli impianti, poi potrà valutare e decidere se acquistare o meno,
      cordiali saluti.

  45. Gentile ADMIN sono quasi alla dirittura d’arrivo nella vendita di un immobile e tra qualche giorno sarà stipulato il rogito, però solo adesso il notaio della parte acquirente se ne è uscito col fatto che in quell’occasione, in virtù di una recentissima legge, il venditore all’atto della compravendita deve essere in possesso del cosiddetto ” CERTIFICATO ENERGETICO ” dell’impianto elettrico dell’immobile, dato che tecnicamente non c’è più tempo per farlo, volevo chiederle se è veramente così importante ed obbligatorio e comunque come si può ovviare la cosa al fine di stipulare l’atto? La ringrazio vivamente per la sua cortesia.

    • Salve Eugenio, certo il notaio poteva farlo presente prima, comunque ad oggi molte regioni permettono ancora di autocertificare la classe energetica G (la più bassa), altre invece hanno già una loro normativa locale, quindi in funzione della sua localizzazione geografica dovrà muoversi. Chieda al notaio quale è la situazione nella sua regione, se è obbligatorio l’ace allora incarichi un tecnico basta un giorno per farla,
      cordiali saluti.

  46. Gentile ADMIN in relazione al mio quesito del 23.06.2011 riferito al Certificato Energetico, le volevo chiedere, ma se io autocertifico che la classe energetica è G ed inoltre sembra che bisogna dichiarare anche che i costi per la gestione energetica dell’edificio sono molto alti, quali sono dopo gli effetti di questa dichiarazione, cioè cosa può comportare tecnicamente la cosa? La ringrazio nuovamente per la sua disponibilità.

    • Salve Eugenio, tecnicamente considerato che la compravendita in questione è stata effettuata in periodo che a mio avviso si può definire di transizione in quanto le incertezze e le disomogeinità territoriali in materia di certificazione energetica in italia sono ancora moltissime, non dovrebbe comportare nulla, certo è che se magari l’acquirente fosse stato messo a conoscenza fin dall’inizio della situazione energetica dell’immobile avrebbe di sicuro chiesto un sconto. Se fossi in lei ne parlerei con l’acquirente per trovare un punto d’incontro in questi casi il dialogo è la cosa migliore, purtroppo ancora la normativa non è ben definita,
      cordiali saluti.

  47. Gentile ADMIN volevo chiederle cortesemente: siamo ormai alle strette finali del rogito per la vendita di un immobile, il notaio, (scelto ovviamente dalla parte acquirente)ha preparato una minuta dell’atto stesso. Ho potuto così constatare in anteprima alcuni punti, però uno in particolare mi ha creato qualche dubbio, e cioè che la parte acquirente chiede ai sensi dell’art.1 comma 497 della Legge 266/2005 che la base imponibile, ai fini delle imposte di registro, ipotecarie e catastali, sia costituita dal valore dell’immobile. La mia perplessità nasce dal fatto che il prezzo concordato per l’immobile è di gran lunga superiore a quello di valore (rendita catastale), pertanto volevo chiederle se ciò potrebbe comportare qualche problema per il venditore sia imminentemente che successivamente all’atto e nel caso positivo come bisogna comportarsi in merito a questo punto riportato sull’atto? Nel ringraziarla per la sua enorme gentilezza le porgo distinti saluti.

    • salve Eugenio, non vedo nessun problema per lei in quanto come venditore non dovrà corrispondere nessuna imposta o spesa, inoltre ad oggi anche quando la compravendita è sottoposta ad imposta di registro e non ad iva le imposte si pagano sul catastale, ma nell’atto viene comunque riportato il corrispettivo della reale transazione, sinceramente io non vedo problemi,
      cordiali saluti.

  48. Buona sera,
    io e il mio compagno stiamo acquistando un immobile (prima casa valore 163.000)trovato tramite agenzia.
    Accettata la proposta da parte del venditore entro il 10 Settembre abbiamo il compromesso.
    Ci siamo già mossi per la richiesta di mutuo, che a parole ci è stato concesso, ma non abbiamo pouto portare tutta la documentazione di richiesta alla banca in quanto essendo agosto alcuni documenti non era possibile reperirli (tra i quali anche il compromesso che non è ancora avvenuto)
    Ad oggi siamo riusciti ad avere la documentazione e domani abbiamo appuntamento con la banca per procedere con la richiesta
    Il giorno del compromesso daremo un’anticipo al venditore di 30.000 €.
    Domanda ma se l’esito del mutuo è negativo questo anticipo di soldi andrà perso?
    Grazie per la sua disponibilità.
    Saluti

    • salve Valentina, se nel compromesso non viene inserita una clausola sospensiva riguardante l’erogazione del mutuo, nel caso in cui lo stesso non venga concesso per motivi imputabili al richiedente o per qualsiasi altro motivo che la banca ritenga opportuno, quanto versato fino al momento della stipula del su detto preliminare andrà perso, a meno che l’acquirente, cioè lei, non abbia la necessaria capacità economica per perfezionare l’acquisto in contanti oppure tramite l’intervento di un’altra banca. Con questo strumento può richiedere una predelibera del mutuo gratis e senza impegno così da potersi fare un’idea più precisa sull’effettiva fattibilità della cosa,
      cordiali saluti.

  49. Salve, volevo sapere se esista una percentuale obbligatoria da corrispondere in sede di compromesso

    Domani vorrei firmare una proposta di acquisto dove si chiede di dichiarare quanto corrisponderò al compromesso. Vorrei infatti non impegnarmi per una cifra elevata solo per essere più tranquilli e volevo capire se ci sia qualche quota prestabilit
    Grazie mille per la vostra cortese risposta.

    • Salve Valeria, non non esiste una legge che indichi le percentuali da corrispondere in sede di stipula del preliminare (anche se di solito non si va sotto un 20-30% del totale ma non è assolutamente obbligatorio), pertanto lei nella proposta potrà inserire la cifra che più ritiene opportuna, se il proprietario la riterrà congrua il gioco è fatto altrimenti se lo vorrà potrà rilanciare,
      cordiali saluti.

  50. Buongiorno,
    il nostro vicino vende la sua abitazione, vorremmo acquistarla per unificarla con la nostra. Prima di firmare il compromesso vorrei attendere la perizia della banca, sia per valutare il valore reale che per sapere l’importo che potrà essere erogato ma il proprietario non vuole darmi le carte (catastali e documento di provenienza) prima del compromesso. Come si può uscire da questa situazione. Grazie.

    • Salve Fabio, sinceramente se il proprietario non le vuole consegnare i documenti evidentemente non vuole vendere l’immobile, oppure nasconde qualcosa. L’unico modo sarebbe quello di convincerlo, non vedo altre soluzioni,
      cordiali saluti.

  51. Salve. Ho trovato una casa che vorrei acquistare ma vorrei bloccarla prima che qualcuno supera le mie pratiche di ricerca mutuo e perizie varie sull immobile e mi anticipa a comprarla Come devo muovermi? però dando esempio 1000 euro per bloccarla vorrei essere sicuro di riprendermeli nel caso io trovi difetti dalle perizie o qualche problema nascosto dal proprietario e anche se non riuscirei a farmi dare il mutuo… grazie della risposta buona serata

    • Salve Angelo, sottoscriva una proposta vincolata al buon esito del mutuo ed alla regolarità catastale, urbanistica, edilizia ed ipotecaria dell’immobile, così facendo nel caso in cui non le venga concesso il mutuo oppure ci siano problemi come su detto, le verrà restituita la caparra. Per quanto riguyarda la redazione delle clausole su dette, si faccia consigliare da un suo avvocato di fiducia, mentre per quanto riguarda il mutuo provi questo strumento e richieda un parere alla banca gratis e senza impegno, così da regolarsi sull’effettiva fattibilità della sua pratica di mutuo,
      cordiali saluti.

  52. La ditta da cui sto comprando casa ( in costruzione ) non rilascia fideiussione. Puo farlo? In che altro modo posso tutelarmi?

    • Salve Donatella, in teoria il costruttore non può non dare la fideiussione, ma nella realtà non avendo la legge specifica previsto sanzioni degne di questo nome nei confronti di quel costruttore che non provvede a sottoscrivere la fideiussione, molti ancora non la fanno. Per avere una maggiore tutela potrebbe trascrivere il preliminare, ma questa operazione ha un costo piuttosto elevato ed è completamente a carico dell’acquirente,
      cordiali saluti.

  53. salve, volevo sapere se il compromesso per la vendita di una casa è possibile farlo privatamente oppure è obbligatorio farlo da un notaio. il mio appartamento, acquistato dai miei genitori nel 1984 dal demanio attraverso l’ente delle case popolari, è gravato dall’onere del diritto di prelazione, e per liberarlo devo pagare il 10% del valore catastale. mi hanno richiesto anche di pagare l’IVA al 21% è regolare questo? grazie mille.

    • Salve Angela, il preliminare può essere stipulato anche privatamente come nella maggior parte dei casi accade, per quanto riguarda invece il discorso dell’iva non sono a conoscenza della specifica normativa riguardante l’acquisto d’immobili dall’ente in questione,
      cordiali saluti.

  54. Buonasera,
    io e il mio fidanzato abbiamo finalmente trovato la casa dei nostri sogni, ma qualcosa non ci è chiaro.
    Saremmo pronti a firmare il compromesso con la clausola soggetto a concessione del mutuo, ma l’agenzia riferisce che il venditore non accetta questo vincolo perchè vuole essere libero di vendere la casa ad altre persone con disponibilità economica immediata. Il venditore firmerebbe il compromesso accettando però solo l’importo e non il vincolo del mutuo. E’ una procedura possibile? Se noi otteniamo il mutuo e il venditore ha già venduto la casa ad altre persone cosa succede? Oltre a non avere la casa perdiamo anche la caparra che abbiamo versato? E le spese sostenute per l’erogazione del mutuo? Possiamo chiedere un rimborso? L’agenzia inoltre pretende il pagamento della provvigione alla firma del compromesso: ma se non andremo mai al rogito? Spettano comunque all’agenzia? Come dobbiamo comportarci? Grazie

    • salve Eleonora, se il venditore accetta il preliminare vincolato all’erogazione del mutuo, accetta anche l’eventuale perdita di tempo che potrebbe derivare dalla non concessione dello stesso, non può vendere ad un’altro acquirente. Vi sconsiglio di fare il preliminare senza la clausola se non avete la certezza del mutuo altrimenti nel caso in cui lo stesso non venga concesso perderete quanto fino ad ora versato più le provvigioni dell’agenzia,
      cordiali saluti.

      PS se il venditore non accetta la clausola passate oltre troverete un’altro immobile di vostro gradimento.

  55. Salve,
    Da circa 10 mesi io e la mia ragazza siamo in trattativa per l’acquisto della prima casa,
    casa che per vari motivi catastali e divisioni tra fratelli piu’o meno d’accordo si e’allungata tanto la trattativa, finalmente a luglio 11 stipuliamo il compromesso con il venditore versando la caparra confirmatoria restando in attesa del mutuo.
    Nel mese di settembre la banca a deliberato il mutuo e a seguito e’ arrivato il perito che dopo il sopralluogo ci ha invitato a fare dei cambiamenti per poter chiudere la pratica, a quel punto doveva essere il venditore a provvedere alle variazioni sia murarie e catastali ma visto che il venditore non aveva la possibilita’ economica e la minima idea sul da farsi ci siamo presi l’incarico di trovare un geometra e fatto tutto a nostre spese e fino a qui tutto ok!

    Qui viene il brutto! al momento delle variazioni da fare al interno della casa il venditore si e’pentito e ci fa’comunicare da terzi che non vuole piu’ vendere.

    siamo rimasti senza parole e ci troviamo in una situazione non bella! a dire il vero io e la mia ragazza siamo molto giu’ dopo questa notizia
    avevamo sognato come farla, gia’comprato mobili,cucina,cercato aziende per ristrutturazioni insomma eravamo innamorati di quella casa e gia’la sentivamo nostra visto quanto tribulato e lo stato di avanzamento.
    adesso mi chiedo cosa ci spetta apparte la caparra(che non so come ci restituira’il venditore visto che non ha soldi e nemmeno un lavoro)possiamo chiedere anche i danni morali visto tutto il tempo perso e il nostro sogno spezzato ?

    la ringrazio anticipatamente

    • salve Massimiliano, quello che vi spetta visto che il venditore si è reso inadempiente è il doppio delle somme versate, nel caso comunque in cui tale somma non fosse da voi ritenuta idonea a sanare il danno subito, potete sempre rivolgervi ad un vostro legale per fare un’ulteriore richiesta di danni. Questo in linea di massima ma vi consiglio comunque di rivolgervi fin da subito ad un legale che potrà consigliarvi per il meglio, mi dispiace per quanto vi è accaduto,
      cordiali saluti.

  56. salve,due anni fa ho perso il mio compagno,ho un figlio di 10 anni,il defunto mi ha lasciato un testamento,nel quale intestava un due bilocali allamadre di suo figlio(che sono io)uno degli appartamenti comprato in contanti,e l’altro con un mutuo di 25 anni. siccome sono da sola non ce la faccio a pagare il mutuo perche ho un lavoro part time quindi avevo deciso di vendere queello compreto in contanti per estinguere quello col mutuo. il notaio con il quale ho sbrigatoil tutto ,succesione ecc mi aveva detto che avrei avuto problemi con mio figlio(forse)se l’avessi venduto,non mi ha detto che c’era un ricorso da fare al tribunale dei minori,e quindi ho pensato che, siccome mio figlio non avrebbe fatto storie mi sono rivolta a un agenzia immobiliare per la vendita dando tutti i documenti necessari compreso successione e testamento. l’agente mi ha chiesto se i documenti erano a posto,io gli ho detto di si.cosi hanno trovato un acquirente e dopo averci fatto firmare compromesso, mi telefonano dicendomi che il rogito non si poteva fare perche c’era di mezzo un minore..mi sono arrabbiata perche ho versato 2.200.00 euro e ho chiesto come mai non hanno fatto controllare i documenti da un notaio prima del compromesso,lorosi sono difesi dicendomi:signora ma lei ci ha detto che era tutto a posto! Io dico ma i professionisti sono loro,io posso dire quello che sò ma loro dovevano verificare bene prima. dopo di che l’acquirente ha accettato un contratto di locazione in comodato d’uso intanto che il tribunale mi autorizzi a vendere ..per poter estinguere mutuo e un finanziamento di una lancia delta acquistata dal defunto..ora l’acquirente mi chiede per il disagio lo sconto del dieci per cento..e io sono disperata perche poi la cifra non mi basta per estinguere tutto…vorrei sapere se posso rivalermi sull’agenzia per non aver verificato i documenti prima del compromesso…e cosaltro mi devo aspettare? scusate se sono stata lunga ..grazie mille

    • Salve maria, l’art. 1759 C.C. stabilisce al primo comma che il mediatore ha l’obbligo di comunicare alle parti le circostanze a lui note, relative alla valutazione e alla sicurezza dell’affare, che possono influire sulla conclusione di esso, ma nel suo specifico caso avendo lei garantito la regolarità del bene non credo si possano imputare responsabilità al mediatore, anche se a livello deontologico fanno veramente pietà. Mi dispiace per quanto le è successo, se fossi in lei comunque mi rivolgerei ad un suo legale per cercare ed eventualmente trovare una maniera per rientrare del danno che eventualmnte subirà se riduce il prezzo all’acquirente. Proprio in merito agli accordi presi da contratto con l’acquirente non sono io a conoscenza della situazione ma a meno che non stia scritto nero su bianco del discorso dello sconto, non vedo perchè dovrebbe essere applicata questa riduzione. Il mio consiglio rimane quello di rivolgersi ad un avvocato che saprà tutelarla per il meglio,
      cordiali saluti.

  57. Gentilissimo
    ho firmato un compresso per l’acquisto di una casa per un importo pari a 170.000 euro. Ho avviato la pratica con la banca per la richiesta del mutuo per un importo pari a 140000 euro ma, al momento della perizia è stato trovato un abuso. (Ovviamente tale abuso non era segnalato nel compromesso da me firmato). La banca pertanto ha valutato la casa per un valore di 150000 e l’importo del mutuo che mi viene concesso è pari a 120.000. Rispetto a quanto preventivato mancano pertanto 20.000. Le chiedo cortesemente se la presenza dell’abuso nella perizia determini l’inadempienza dei venditori e quindi io possa richiedere il doppio di caparra versato o se, nonostante la segnalazione di abuso, io debba “trovare” gli altri 20000 o rinunciare alla caparra versata.

    La ringrazio tanto
    Laura

    • salve Laura, a mio avviso se sul preliminare è stato scritto che l’immobile è conforme (come ovviamente deve essere) sotto il profilo urbanistico ed edilizio chi vende è inadempiente in quanto un’immobile che presenta abusi non si può compravendere, questo in linea di massima ma visto che su tratta di cifre piuttosto cospicue se fossi in lei mi rivolgerei ad un legale che potendo esaminare la specifica situazione saprà consigliarla per il meglio, anche perchè la banca non le ha detto che non eroga ma che eroga di meno quindi evidentemente l’abuso non è così grave,
      cordiali saluti.

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