Imu 2020: eliminata la Tasi pagheremo sempre le stesse cifre

imu 2020 come cambia dopo l'abolizione della vecchia tasi, attenzione resta tutto uguale

Con le ultime novità in termini imposizione fiscale sugli immobili decise dal governo nella legge di bilancio, vi è anche una norma che per il 2020 prevede l’abolizione della Tasi, cioè la tassa sui servizi indivisibili fino al 2019 pagata con le stesse scadenze dell’Imu.

Che bello direbbe qualcuno, ma come si dice in Italia, “fatta la legge trovato l’inganno”, in quanto allo stato pratico delle cose molto probabilmente non cambierà proprio nulla visto che gli importi della Tasi sono stati completamente riversati sull’Imu.

In soldoni se prima pagavi 200 euro di Imu e Tasi, ora pagherai sempre 200 euro con la differenza che si tratta di un costo relativo soltanto all’imposta municipale prorpia, visto che la Tasi è stata abolita, o meglio sarebbe dire, anche se non è così in teoria ma in pratica si, accorpata.

Imu 2020: solite barzellette italiane

Prima di entrare nel merito di queste novità sulla fiscalità immobiliare, ricordiamo che per le prime case non cambierà nulla, infatti non si pagava prima ne Imu ne Tasi e non si pagherà neppure adesso questa nuova imposta da qualcuno definita “super Imu”.

Resta inteso che si parla di abitazioni principali non di lusso, quindi l’esenzione non riguarda le categorie catastali A1, A8 e A9 per le quali l’imposta resta ed è anche più salata, in quanto i comuni, come vedremo meglio si seguito, hanno facoltà di alzarla.

Differenze sulle aliquota per il calcolo dell’Imu 2020

Fino al 2019 l’aliquota minima applicabile era dello 0,76% che ora passa, come base di partenza, allo 0,86% e con la possibilità per le amministrazioni comunali di aumentarla fino ad un massimo dell’1,14%, aliquota questa che determinerebbe il raggiungimento dell’intero importo prima pagato tra Imu e Tasi, con la sola Imu del 2020.

Ad onore del vero dobbiamo ricordare che i comuni hanno la facoltà di diminuire dette aliquote anche fino ad azzerarle, condizione che difficilmente si potrà manifestare nella stragrande maggioranza dei comuni, viste le pessine condizioni in cui moltissime amministrazioni locali versano.

Per quello che invece riguarda le basi imponibili su cui verranno applicate le aliquote su dette, non cambia nulla, infatti si parte sempre dalla rendita catastale rivalutata del 5% e poi moltiplicata per dei coefficienti che restano invariati, per esempio 160 per le abitazioni escluso A10 cioè uffici e studi privati.

Quali scadenze e quali benefici con la nuova Imu 2020

Anche le scadenze non subiscono modifiche, due rate, la prima al 16 giugno e la seconda al 16 dicembre, ma è possibile pagare l’intero importo alla rata del mese di giugno, cioè con modalità anticipata.

Gli unici che forse sorrideranno, almeno per un po dirà qualcuno, sono gli affittuari di immobili adibiti a prima casa che fino al 2019 pagavano una quota, dal 10 al 30% di Tasi, e che ora invece, con la sua “abolizione” non pagheranno più nulla e l’intero importo, ricompreso nella nuova Imu, sarà a carico dei proprietari, dunque un altro bel calcione al mercato immobiliare degli affitti, visto che, molto probabilmente, i proprietari si vedranno costretti ad aumentare il canone di locazione per sopperire le maggiori spese fiscali.

Ricordiamo però che il proprietario di casa ha facoltà di aumentare il canone soltanto al termine del contratto e non prima arbitrariamente.