Decreto rinnovabili: ancora incertezze all’orizzonte

Il nuovo decreto attuativo per la rimodulazione degli incentivi al solare fotovoltaico, tarda ad arrivare, quando è di pochi giorni fa la promessa del ministero che nella prima decade del mese di aprile sarebbe già stata pronta la bozza per dare la possibilità a chi interessato (associazioni regioni eccetera) di eventualmente proporre correttivi.

Questo ormai famigerato Quarto conto energia continua a destare seria preoccupazione nel settore dell’energia pulita che senza certezze non riesce ovviamente a vedere un futuro ed ottimale sviluppo del settore.

Anche l’Associazione Bancaria italiana (Abi) nella persona del suo presidente Giovanni Sabatini ha sollecitato la stesura di questo nuovo quadro normativo per dare la possibilità alle banche di poter valutare consapevolmente i piani di finanziamento.

Il Ministero dello Sviluppo ribadisce che a breve sarà tutto pronto, è necessario studiare un piano che possa permettere lo sviluppo di questo importante settore, senza che però lo stesso costi troppo in bolletta ai cittadini e senza che vi sia spazio per chi cerca solo la speculazione.

Il modello dovrebbe essere simile a quello tedesco che praticamente si basa sul concetto che maggiore è la grandezza dell’impianto installato minori saranno gli incentivi.

Comunque ad oggi le associazioni di settore lamentano un forte ritardo sulla creazione dei nuovi incentivi, e va segnalata anche la difficoltà che si sta riscontrando nel trovare una soluzione che metta d’accordo sia l’industria dell’energia pulita sia le aspettative dei consumatori.

Recente è anche la notizia che in alcune associazioni si riscontrano problemi con diverse imprese che ne fanno parte, non affatto disposte ad accettare il ridimensionamento degli attuali incentivi.

Sono tutti in attesa di norme definitive (o per lo meno di una bozza) che dovrebbe essere disponibili per la prossima settimana.

1 Commento

  1. Cambiare rotta in corsa non è auspicabile per nessun settore industriale che basa le sue scelte non sui brevi periodi ma su medi, medio-lunghi periodi ed aggiungere a tutto ciò un incertezza che grava sul settore da circa 1 mese non solo crea uno stop alle attività ma anche un problema di gestione delle iniziative intraprese fin’ora (considerando anche il poco periodo di preavviso con cui è stato fermato il 3° conto energia)..

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