Decreto rinnovabili: gli incentivi non verranno bloccati

Dopo l’approvazione del decreto sugli incentivi alla produzione di energia da fonti rinnovabili, ampiamente criticato, il Ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani, sottolinea il fatto che gli incentivi non verranno bloccati, si tratta solamente di limitare gli sprechi e premiare le aziende che puntano ad investire sulle energie rinnovabili.

Gli incentivi italiani sulle rinnovabili sono stati tra i più alti d’Europa e secondo una stima delle autorità per l’energia nel 2011 sarebbero costati agli italiani quasi 5 miliardi e mezzo di euro, mentre con l’entrata in vigore di tale decreto l’obbiettivo e quello di risparmiare circa il 20% considerando tutte le fonti incentivate.

Nessuno ha parlato di eliminazione degli incentivi, quello che si sta facendo e solo creare un sistema d’incentivi che sia nello stesso tempo efficace e che possa far risparmiare gli italiani.

Il sistema d’incentivazione che sarà applicato dal momento del raggiungimento della quota 8GW fino al 2020 sarà indicato in un decreto specifico che verrà emesso a breve.

12 Commenti

  1. che abbassino gli incentivi è accettabile ma il decreto così com’è è solo incertezza all’italiana e ferma il mondo del fotovoltaico ancora una volta.
    Non ho parole poi sul ministro Romani che spara cifre sulle bollette e denota palesemente il fatto che non ha nessuna idea di cosa stia dicendo. Siamo alla follia pura

  2. E invece, cara Serena, sa perfettamente cosa dice. Mente spudoratamente, sapendo di mentire. L’argomento delle rinnovabili è cosa oscura per la stragrande maggioranza degli italiani, stante il silenzio assordante che le ha sempre contraddistinte. Hai mai visto la seria intenzione di farne un propaganda efficace? Solo gli sforzi degli operatori del settore hanno potuto stimolare gli ascoltatori più attenti. Invece per il nucleare? Gli spot televisivi sono già iniziati. Ecco dove sono direzionate le volontà di questo governo. La dove c’è più possibilità di “intervenire”. Falso, falsissimo il dato che hanno sbandierato riguardo al costo sostenuto dagli italiani per incentivare le rinnovabili che attingono ad una componente tariffaria (A3) già presente nelle nostre bollette dal lontano 2000, e con cui si pagano anche i conti degli errori nucleari del passato. E poi, nessuno dice agli italiani che l’energia prodotta da rinnovabili installate nel solo 2010, è almeno pari a quella che sarebbe prodotta da una centrale nucleare, la cui prima pietra verrebbe posta nel 2014 per entrare in funzione nel 2022!!! Le centrali nucleari che gli altri paesi stanno rinunciando a costruire sono come il ponte di Messina: nessuno le vedrà mai.

  3. Buonasera
    Qualcuno sa o riesce a dirmi se hanno prorogato o faranno gli incentivi per il 2011 sull’acquisto di case/appartamenti in classe energetica A ???
    Grazie

  4. E’ bellissimo che il ministro per lo sviluppo economico voglia creare con un decreto centinaia di migliaia di disoccupati. Nella sua immensa ignoranza non si rende conto che mette in crisi migliaia di famiglie ? Complimenti vivissimi all’ignoranza di questo ministro che ingrassa con i nostri soldi.

  5. E’ ora che i cittadini si sveglino e percepiscano con cruda realtà dove questo governo ci stà portando.
    Il settore delle rinnivabili in Italia con tutte le difficoltà e la faraginosità burocratica ha installato circa 5500MW di eolico 7000MW di fotovoltaico. Attirando investimenti da tutti i paesei industrailizzati. il settore ha prodotto circa 100.000 posti di lavoro, senza chiedere favori a nessuno. Lavoratori costituiti per l’80% da giovani laureati e diplomati. Si sono costituite splendide realità imprenditoriali . Tutto questo evidentemente all’attuale governo non va bene. Non va bene perchè non si è costretti a chiedere favori. Non va bene perchè l’obbiettivo è quello di illudere l’opinione pubblica sul ritorno al nucleare sicuro. Non esiste il ucleare sicuro. Esiste solo la certezza che le scorie radioattive non si possono smaltire. Sono destinate a siti di stoccaggio provvissorii per almeno 1000 anni ……….1000 anni. Povere generazioni di domani! che bel regalo gli lasciamo!
    Altra falsità . Il costo sulla bolletta risulta essere di circa l’1.5% per gli incentivi sulle rinnovabili. In Germania la quota è di circa il7%. Mentre continuiamo a pagare la messa in sicurezza per le centrali nucleari mai entrate in funzione ( Caorso. Trino Vercellesi..) si continua a pagare in bolletta gli incentivi CIP6 , dati alle aziende che hanno realizzato centrali con olii esausti, termovalorizzatori turbogas ecc.
    Siamo costernati e increduli.
    Non perdiamo di vista il pericolo a cui quotidianamente siamo esposti.Appello sopratutto ai Giovani
    Ciao Armando

  6. dopo tanti anni di grandi sacrifici, abbiamo visto finalmente la luce, con una filiera di lavoro seria dove tutto era ormai collaudato addiritura, cosa praticamente impossibile in Italia, i pagamenti erano regolari sia in entrata ed in uscita, persino le tasse le pagavi volentieri, ed ora con un colpo di spugna si spazza via una realtà di lavoro fatta aziende serie che hanno creato nuovi posti di lavoro e rivitalizzato interi comparti, ma tutto questo accade dopo, aver lasciato spazio a chi doveva investire in mega centrali eoliche ed fotovoltaiche con una corsa scellerata alla speculazione, per tutto questo viene chiuso un occhio ed addiritura si danno proroghe per la chiusura degli impianti perchè altrimenti l’amico dell’amico perderebbe il suo investimento , che non fà altro che arrichire pochi singoli, insomma le solite cose all’italiana, quando basterebbe una buona regolamentazione un giusto incentivo per gli impianti residenziali ed le aziende che lo utilizzano con lo scambio sul posto e perchè no un minimo di vendità per renderlo ancora più appettibile….comunque ci sarebbe da scrivere una enciclopedia per tutte le schifezze che girano nella nostra grande classe politica mi auguro che gli italiani, che sanno di essere presi per i fondelli, tolgano una volta per tutte le palle e mandino a casa tutti indistitanmente, perchè invece di eliminare le rinnovabili, non ridimensionano i loro stipendi, benefit, province inutili, e quant’altro che ci vorrebbe una vita per elencare tutto lo schifo……ci vorrebbe qui in Italia una nuova era industriale ma sopratutto politica!!!
    saluti

  7. VERGOGNA!!!…ministro Romani incapace e presuntuoso.Con questo Decreto avete scritto la parola fine sul vostro governo.Avete creato 200.000 disoccupati veramente incazzati.

  8. DECRETO ENERGIE RINNOVABILI, INCERTEZZA PER GLI INVESTIMENTI IN CORSO E POSSIBILI PROFILI DI INCOSTITUZIONALITA’
    4 marzo 2011 – Enrico Pellegrini
    avvocato amministrativista

    Il Governo italiano giovedì 3 marzo 2011 ha varato il decreto legislativo col quale viene recepita la direttiva 2009/28/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23 aprile 2009 sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili.
    In queste ultime ore si stanno susseguendo numerose ed incalzanti iniziative da parte delle associazioni ambientaliste e di categoria che lamentano come questo decreto sia di fatto un duro colpo per l’energia pulita non solo non garantendo prospettive agli investimenti futuri ma mettendo a rischio, con possibili conseguenze negative, quelli in corso. Ovviamente il Governo è di tutt’altro avviso, anzi in sintesi sostiene, che gli incentivi alle energie da fonti rinnovabili diventano più flessibili scoraggiando le iniziative meramente speculative e garantendo al settore una prospettiva di sviluppo di lungo periodo.
    In concreto gli impianti sui terreni agricoli non potranno superare il limite di 1MW per azienda, con distanza minima l’uno dall’altro di almeno 2 km e comunque non potranno coprire più del 10% della superficie della stessa azienda.
    I predetti limiti non si applicano ai terreni che risultano abbandonati da almeno cinque anni e per le installazioni che siano state assentite (titolo edilizio / A.U.) prima dell’entrata in vigore della legge o per i quali sia stata presentata richiesta per il conseguimento del titolo entro il 1° gennaio 2011, a condizione in ogni caso che l’impianto entri in esercizio entro un anno dalla data in entrata in vigore della legge.
    É comunque di tutta evidenza che il decreto tronca la vita del terzo conto energia (2011/2013 – D.M. Sviluppo Economico 06.08.2010); entro fine aprile saranno stabilite nuove tariffe (sulla dimensione dei tagli vi è assoluto riserbo) con un ulteriore decreto che ridefinirà criteri, parametri e quote a decorrere dal 1° giugno 2011 con un limite annuale alle installazioni.
    In verità è d’obbligo attenersi ad una lettura tecnica del decreto, che non può prescindere da una analisi di coerenza ai precetti costituzionali.
    Difatti con particolare riguardo agli articoli 8 (requisiti e specifiche tecniche) e 23 (disposizioni transitorie e abrogazioni) del decreto legislativo in argomento si stanno approfondendo diversi profili di incostituzionalità tra cui quello in ordine all’eccesso di delega per violazione dei principi (valorizzazione del settore), criteri e termini dettati dalla legge delega 2009/28/CE del 23 aprile 2009; in sostanza potrebbe configurarsi una incoerenza con gli obiettivi europei.
    Pertanto, salvo un rinvio da parte del Presidente della Repubblica per un riesame del provvedimento, molti operatori del settore hanno già conferito mandato ai propri legali per opporre il provvedimento innanzi alla Corte Costituzionale (possibile violazione degli artt. 3, 41, 76, 97 e 117).
    A rimetterci come sempre sarà l’immagine che offriamo all’estero; difatti le agenzie di rating stanno valutando se inserire questa decisione tra gli indicatori di valutazione del rischio Paese alla luce del cambio in corso d’opera e in modo retroattivo delle regole e del sistema incentivante stabilito col Conto Energia (2011/2013) del 6 agosto 2010.

  9. La solita politica schizofrenica.
    E’ vero che, prima o poi il Conto Energia sarebbe dovuto finire (come è finito in altri Paesi) ma che almeno finisse all’insegna delle certezze procedurali ed economiche. Qui invece si introducono una serie di incertezze, che decreteranno la morte prematura delle rinnovabili, perchè tutti gli investitori tireranno i remi in barca. Complimenti, Ministro Romani, ha fatto davvero un bel capolavoro. Lo dice uno che vi ha sempre difeso e sostenuto a spada tratta, e che ora è costretto, suo malgrado e con dispiacere, a rivedere drasticamente le proprie posizioni.

  10. Ormai la cosa è arcinota. Questi Signori, assieme all’ENEL, vogliono costruire un sistema energetico controllabile, al contrario dell’attuale. Che il sistema fotovoltaico andasse “aggiustato” è palese… ma in meglio. Non creando incertezza. Romani è un dipendente ENEL e io che ho realizzato circa 2.000 impianti so quanto l’ENEL è vicina e attenta alle energie rinnovabili (sono retorico, ovviamente) tanto da rappresentare spesso il vero ostacolo. Potrei raccontarvi 1000 episodi di comportamenti scorretti.
    Pensateci alle prossime politiche… pensateci alle ormai vicine amministrative. Saranno incapaci di governare e divisi ma i signori di centrosinistra di zozzerie ne fanno di meno e comunque non giocano col futuro di migliaia di persone.
    Pensateci la prossima volta che andrete alle urne… io ho votato PDL… no risuccederà mai più.

  11. Che gli incentivi fossero da ridimensionare posso essere d’accordo, ma il preavviso e’ stato troppo breve, neppure il tempo di connettere gli impianti in corso di esecuzione, contratti disdetti, migliaia di posti di lavoro a rischio, hanno proprio fatto un bel lavoro, bastava aver emanato il quarto conto energia senza lasciare tutti in pausa per due mesi, i prezzi dei moduli e degli inverter si sarebbero adeguati agli incentivi e tutto sarebbe prosseguito senza catastrofi!

  12. Purtroppo non si parla di Destra,Centro o Sinistra!Il fatto è che si parla di interessi: tutti i personaggi dei Grandi Palazzi,hanno intenzione di tutelare i propri ma non quelli dei cittadini e ovviamente delle migliaia di lavoratori impegnati in questo settore che,se continuerà questo ostruzionismo,si ritroveranno a spasso o con grandi incertezze per il proprio futuro.Nel mondo si spinge sempre + sulle energie alternative,ma come al solito,l’Italia arriva sempre con 20/25 anni di ritardo.Speriamo non sia troppo tardi!!Altra cosa,qualcuno mi spiega il xchè della scadenza a Maggio?Non avrebbe avuto + senso arrivare al secondo quadrimestre o al massimo,alla fine del primo?Non sarà che qualcuno giù a Roma doveva finire gli impianti su cui avevano investito, e ad Aprile non riuscivano a connetterli?Sarò maligno,ma…….

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