Il 2017 si è affermato come anno particolarmente positivo per il mondo dei mutui, segnando un aumento sia negli importi richiesti, sia nel numero delle pratiche erogate. Secondo le statistiche rilevate dall’osservatorio di facile.it e mutui.it che hanno preso in considerazione un campione di oltre 25.000 proposte di finanziamento, lo scorso anno il capitale medio erogato è stato pari a 128.200 euro, segnando un aumento del 7,6% rispetto ai 12 mesi precedenti.

È migliorato anche l’importo del finanziamento in rapporto al valore dell’immobile acquistato: il cosiddetto loan to value ha visto infatti un incremento dal 54% al 60%.
L’età media dei richiedenti (quarant’anni) è rimasta pressoché immutata ed anche l’ammortamento del prestito si è mantenuto stabile con una media di circa 22 anni. Per quanto riguarda le preferenze sui tassi è aumentato ulteriormente il predominio del fisso, grazie ai tassi che si sono affermati intorno ai minimi storici. Rispetto al 2016, con il 69,8%, il tasso fisso nel 2017 è stato preferito nel 73,6% dei casi.

Mutui e loan to value: un indicatore della maggiore liquidità

Il responsabile business di facile.it Ivano Cresto ha osservato come l’aumento del loan to value delle erogazioni sia legato da un lato alla maggiore capacità delle banche di concedere mutui di importo più alto e dall’altro all’aumento delle richieste dei mutuatari incentivati dai tassi più favorevoli. Grazie infatti alle politiche monetarie della Banca centrale Europea, i richiedenti hanno domandato somme più elevate in maniera da conservare più liquidità.

Considerando esclusivamente i mutui prima casa, l’anno 2017 ha registrato un importo medio di circa 137.000 euro con un aumento del 2,6% rispetto al 2016, insieme ad un’erogazione media superiore di sette punti percentuali rispetto all’anno precedente e pari a 135.000 euro.

Per quanto riguarda i tassi dei mutui, il fisso resta quindi il preferito degli italiani: acquistare una casa e restituire l’importo in vent’anni con un prestito da 120.000 euro comporta una rata di 587 euro a tasso fisso e 523 con il variabile, (valutando attentamente il rischio circa la crescita futura di quest’ultimo).

Tassi in risalita per i mutui italiani? Un futuro ancora lontano

La futura (seppur non imminente) risalita dei tassi porterà sostanziali cambiamenti anche sul fronte dei prestiti per la casa ma attualmente chi effettua una domanda di mutuo può approfittare di tassi particolarmente vicini al minimo storico. I mutui a tasso variabile sono indicizzati all’Euribor tre mesi che è in negativo da giugno 2015; il tasso EurIrs di riferimento per i fissi è leggermente salito nelle ultime settimane pur rimanendo entro livelli particolarmente bassi.
Il parametro di base per i mutui a vent’anni infatti oggi si attesta intorno all’1,5%, che si affianca ad una riduzione degli spread da parte delle banche per fidelizzare maggiormente i clienti. Chi cerca quindi di comprare casa oggi può godere sicuramente di condizioni di particolare favore per quanto riguarda l’erogazione di un mutuo.

Circa il tasso variabile, il mercato dei futures di Londra scommette che la quotazione raggiungerà l’1% solo tra cinque anni, configurando quindi una ipotesi di rischio piuttosto contenuta anche per chi oggi dovesse optare, in controtendenza, per un tasso variabile (o un tasso misto).

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