Non è sempre facile raccogliere tutte le informazioni utili quando servono, ma se sei in procinto di comprare la prima casa è fondamentale non solo la scelta del mutuo migliore (nel caso si renda necessario il sostegno di una banca) ma anche conoscere le tasse che saranno da sostenere una volta diventati proprietari dell’immobile.

Le tasse infatti vanno tenute in considerazione per comprendere meglio il budget che si avrà a disposizione e valutare con maggiore consapevolezza il proprio acquisto. Approfondiamo in particolare il discorso sull’imposta di registro, la tassa che deve essere versata quando si rogita dal notaio. Quanto influisce questa tassa sulle spese complessive per la prima casa?

Acquistare da un privato conviene, ecco perchè

In primo luogo consideriamo che l’imposta di registro rientra con alcuni requisiti tra le agevolazioni fiscali del 2016: se si acquista da un privato la propria prima casa durante il 2016, la legge di stabilità prevede l’applicazione proporzionale della tassa di registro, con riduzione del 2% (minimo 1000 euro). A questa misura si aggiungono le imposte per l’ipoteca e il catasto pari a 50 euro ognuna.

Tali incentivi rendono particolarmente conveniente l’acquisto da un privato rispetto all’acquisto dal costruttore, perchè in questo caso bisognerebbe versare una imposta del registro pari al 9% del valore della compravendita. Ed inoltre non dimentichiamo l’IVA: quella applicata dal costruttore è pari al 10% ma scende al 4% nelle trattative con un privato.

Questa agevolazione fiscale 2016 sulle tasse per un immobile acquistato è garantita a chiunque concluda la compravendita entro il 2016 ed anche se nello stesso anno ha già effettuato un altro acquisto. In questa eventualità sussiste il vincolo di vendite dell’immobile entro 12 mesi.

Bisogna infine ricordarsi che l’imposta di registro agevolata si ottiene alla stipula del contratto, ma se il vecchio immobile non viene venduto entro il termine di un anno, l’agevolazione decade e il compratore è tenuto a pagare per intero la tassa con una mora, e nello specifico si parla di una maggiorazione pari al 30%.

Altre agevolazioni

Il Ministero dell’Economia e della finanza ha diffuso una campagna di comunicazione per riassumere le varie agevolazioni fiscali attive durante il 2016:

  • acquisto e affitto: l’imposta di registro agevolata che abbiamo visto nel paragrafo precedente è accompagnata da bonus e agevolazioni per un più facile accesso ai mutui, leasing immobiliare, fondo di solidarietà per insolvenza del mutuatario, cedolare secca per chi affitta e Imu e tasi agevolate per  chi offre in comodato la propria casa;
  • arredamento: bonus per acquisto mobili sia per ristrutturazioni sia per giovani coppie e la loro prima casa;
  • ristrutturazione e riqualificazione: detrazioni fiscali per chi ristruttura, bonus energetico se si interviene per migliorare la classe energetica della propria abitazione.

Ricordiamo inoltre per completezza che ci troviamo attualmente in una fase particolarmente conveniente anche per la stipula di un mutuo: in un panorama in cui il mercato immobiliare è in ripresa e i prezzi rimangono comunque bassi, chi sceglie il tasso fisso può approfittare di un tasso ai minimi storici e fissare una rata per i prossimi 20/30 anni a rischio zero; chi opta invece per il variabile può approfittare di rate più basse di almeno 1 punto percentuale, avvalorando il parere degli esperti secondo cui anche l’Euribor non subirà modifiche sostanziali per diversi anni.

bilancia_300p250_MOL