In questi giorni, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato tutti i dati relativi all’andamento del mercato dell’immobile del secondo trimestre del 2016 attraverso il suo Osservatorio del Mercato Immobiliare.

I dati delle compravendite fanno riferimento al numero di unità immobiliari oggetto di compravendita per ogni trimestre e sono ricavati dagli atti registrati presso gli archivi provinciali del territorio in cui è avvenuto il passaggio di proprietà.

Il primo aspetto che emerge dall’OMI è che il mercato del mattone si è rafforzato, continuando l’andamento positivo del 2015. A partire da aprile 2016 il numero degli scambi è aumentato complessivamente del 21.8% rispetto a 12 mesi prima, e del 17.3% rispetto al primo trimestre di questo stesso anno.

Nella nota del 15 settembre 2016 si evidenzia che il dato positivo è riconducibile in particolare ai tassi bassi dei mutui erogati e all’abbassamento dei prezzi nominali che ha caratterizzato gli ultimi mesi, così come registrato dall’ISTAT.

Il mercato delle abitazioni è il più fiorente

Il mercato con maggiore incremento è stato senza dubbio quello relativo alle abitazioni, che dal 2004 segna un nuovo record migliorativo pari al 22.9%. Questo dato è positivo ma anche sorprendente perchè va in controtendenza rispetto a recenti indagini svolte dall’ISTAT sugli indici di fiducia delle famiglie e delle imprese, relativamente allo stato dell’economia del paese e il suo andamento.

Questa ripresa è particolarmente accentuata nelle regioni settentrionali (+24.9%) che rappresentano oltre la metà degli scambi complessivi; seguono il sud, con un +20.8% e il centro con un +20.7%. Anche le grandi città segnano ottimi andamenti: Bologna +33.5%, Milano +29.7%, Napoli +25.3%.

Immobili non residenziali

Nell’ambito degli immobili ad uso diverso dal residenziale, il settore produttivo aumenta del 28.7%, quello del terziario +14.7% e il commerciale +12.9%.

Il settore terziario comprende le unità immobiliari accatastate come uffici e istituti di credito e segna 2409 NTN (numero di transazioni normalizzate, che cioè considerano la quota di proprietà che effettivamente è stata oggetto della compravendita) e dopo 4 trimestri di cali, il sud realizza il rialzo maggiore (+20.9%), a seguire le regioni settentrionali con un +13.7% e il centro con un +11.6% invertendo una leggera flessione di poco superiore al punto percentuale, del trimestre precedente.

Il settore commerciale registra invece 6.725 transazioni, ed anche in questo caso i rialzi maggiori si registrano nel meridione con un +18.9% seguito dal nord a +11.5% e il centro con un +8.5%. In questo settore, dopo le gravi perdite del 2012, si sono susseguiti tassi in recupero anche se in maniera discontinua: Le province più attive si sono dimostrate Bologna, Roma e Firenze.

Il settore produttivo (immobili adibiti a capannoni, industrie) conferma la poderosa accelerazione del trimestre precedente. Il sud si riconferma la macro-area geografica tendenzialmente più attiva, raddoppiando il numero delle transazioni, poi il nord (che conserva comunque il valore assoluto più elevato di transazioni ma partiva da numeri già importanti) ed il centro che conferma tendenzialmente il periodo precedente con un +1.8%. Le province più attive in assoluto come NTN sono state Roma, Bologna, Genova e Napoli; in leggero calo Torino e Palermo, sostanzialmente stabili Milano e Firenze)

Tutti questi dati confermano abbondantemente l’ascesa del 2016 del mercato immobiliare, con margini di miglioramento così evidenti che ci si potrebbe avvicinare ai valori segnati prima della crisi del 2011.

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