I tassi si stanno muovendo verso nuove direzioni o siamo ancora in un momento favorevole per stipulare un nuovo mutuo? L’ultimo bollettino ABI lascia ben sperare: il costo di un finanziamento è in media aumentato, dal 2.09 al 2.20%, e siamo sempre molto lontani dal 6% del periodo antecedente la crisi. Gli esperti sono convinti che i tassi rimarranno bassi per un lungo periodo di tempo, anni si intende, mentre il mercato immobiliare torna in vivace ripresa con prezzi in stallo. Il quadro è proprio quello ideale per acquistare un nuovo immobile.

I dati dell’Agenzia delle Entrate e dell’ABI

I tassi sono ai minimi storici, il mercato immobiliare sembra tornato particolarmente frizzante, con gli scambi che ripartono approfittando di prezzi convenienti. In questa situazione ci si aspetta che le banche siano più incoraggiate a prestare denaro e il mix è allettante per chi si appresta a comprare casa e finanziare almeno una parte dei costi da sostenere.

Leggendo gli ultimi dati rilasciati dall’Agenzia delle Entrate, il mercato del mattone si muove nella direzione che ha caratterizzato il 2012, riportando un aumento delle compravendita. Nel secondo trimestre del 2016, la percentuale di scambi in ambito residenziale ha raggiunto il 22.9%, migliorando il +20.6% della prima parte dell’anno.

I prezzi delle case sono rimasti fermi, tendenzialmente più bassi rispetto al periodo pre-crisi di circa un quarto/ un terzo. Il costo dei mutui stesso è diminuito e anche se gli ultimi dati dell’ABI segnalano un aumento medio dei tassi finanziati dal 2.09 al 2.20%, siamo ancora molto distanti dal 5.72% registrato nel 2007.

Il parere dell’esperto

Questo piccolo incremento può essere interpretato come un inizio di fase rimbalzante per i tassi applicati ai mutui? Risponde il direttore generale di Creacasa, appartenente al gruppo finanziario Credem, Lorenzo Montanari: “Siamo convinti che i tassi rimarranno sostanzialmente invariati per almeno 2/3 anni: ci troviamo al minimo storico e come oggi ci saranno altre piccole fasi di rimbalzo, ma sempre in un contesto complessivo di staticità e stabilità”.

Rassicura così i potenziali mutuatari, spiegando anche il motivo della tendenza a preferire il tasso fisso: “Praticamente due mutui su tre vengono stipulati con rata fissa, soprattutto quelli di durata ventennale e trentennale. Dato l’attuale scenario, i margini di convenienza sul lungo periodo indirizzano tanti clienti verso l’EurIrs”.

Coppia giovane con lavoro a tempo determinato e 50enne con contratto fisso: quale mutuo scegliere

Qual è la scelta migliore per ognuno dei seguenti profili: una giovane coppia che lavora a tempo determinato e un 50enne con un contratto di lavoro stabile? Montanari risponde così: “Per quanto riguarda i due giovani, ci si indirizza sul tasso fisso con ammortamento trentennale. La rata sicura consente di organizzare meglio le spese e considerando lo scenario attuale è una scelta ponderata e il mutuo a tutela crescente viene incontro anche a situazioni lavorative che necessitano di maggiore flessibilità”.

“Il cinquantenne con il lavoro sicuro tenderà a sottoscrivere un contratto più breve, 10/15 anni di ammortamento e in questo caso il tasso variabile può apparire più appetibile. Sia perchè l’Euribor non dovrebbe subire sostanziali modifiche nei prossimi anni, sia perchè attualmente il costo di un mutuo variabile è dell’ 1% inferiore a quello del fisso”.

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