Gli italiani riprendono ad avere fiducia nel mercato immobiliare e negli acquisti di una nuova casa o un bene a destinazione produttiva o commerciale: era già accaduto nel 2015 ma rispetto a 12 mesi fa, oggi i tassi di crescita sono sensibilmente più elevati in ogni settore.

Secondo la nota trimestrale dell’Agenzia delle Entrate, alla fine dell’anno precedente il mercato delle compravendite in Italia aveva già registrato segnali di miglioramento rispetto al 2014: questa tendenza positiva ha caratterizzato anche il primo trimestre 2016 segnando un incoraggiante +17.3%, grazie in particolare alle città più grandi come Milano, Genova e Torino.

Se si considera solo l’acquisto di immobili con finalità abitative, la percentuale sale al 20%, seguite da un +17.3 delle pertinenze e un +14.5% delle unità immobiliari a fini commerciali. Il numero di transazioni normalizzate (NTN) ha superato quota 244.000 e risulta in aumento anche la compravendita degli immobili produttivi di un +7%, dopo tre trimestri su quattro di segno negativo nel 2015. Un segno positivo precede anche gli uffici e gli istituti di credito, in ripresa per tre trimestri consecutivi: il numero maggiore di transazioni è stato registrato a Torino, Genova e Milano, le tre città sul podio come aumento percentuale di compravendite rispettivamente di 37.2%, 27.8% e 26%.

Il valore NTN fa riferimento al mercato delle compravendite residenziali e non residenziali, inclusa la nuda proprietà: si tratta di statistiche ponderate rispetto l’effettiva quota di proprietà oggetto del contratto e tiene in considerazione il numero di unità immobiliari esistenti sul territorio.

Ripresa del mercato immobiliare a nord, centro e sud

Come già successo nell’anno precedente è il nord a sostenere maggiormente la ripresa, distanziando con il suo complessivo +24% tutte le altre zone della penisola. Anche il centro e il sud mostrano abbondanti segnali positivi, seppur in misura ridotta rispetto alle regioni settentrionali: +18.5% per il centro italia, +16% di incrementi nel numero di transazioni effettuate al sud.

L’Agenzia delle Entrate differenzia nella sua nota la crescita dei capoluoghi (+22.9%) contro l’incremento nei comuni minori (+19.4%): la differenza tra le due percentuali è più evidente a nord a favore dei capoluoghi di oltre 7 punti percentuali. Al centro invece le proporzioni si invertono e i non capoluoghi distanziano le città più grandi di quasi 3 punti. Per quanto riguarda il sud, i capoluoghi rimangono i protagonisti della ripresa seppur con distanze percentuali inferiori ai 12 mesi precedenti rispetto ai comuni più piccoli.

L’abolizione di Imu e Tasi sulla prima casa (salvo alcune eccezioni sui beni di lusso) ha sicuramente contribuito a migliorare la predisposizione all’acquisto. Questa situazione positiva inoltre è ben sostenuta da un miglioramento del mercato creditizio: negli ultimi mesi le banche hanno registrato un maggior numero di erogazioni e una media più elevata di capitali concessi in prestito, soprattutto alle famiglie. I tassi infatti hanno registrato un nuovo minimo storico pari al 2.24% a maggio 2016 rispetto al 2.29% di aprile, evidente ancor di più sul lungo periodo se si considera il 5.72% del 2007.

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