Fondo Atlante è il nome della nuova risorsa finanziaria studiata per portare nuova stabilità al sistema bancario del nostro paese: questa manovra tuttavia sta sollevando alcune perplessità circa i reali benefici e le ripercussioni sul mercato creditizio. L’accordo Atlante è stato firmato da grandi compagnie assicurative, banche e assicurazioni che apporteranno rispettivamente 3 miliardi di euro, 500 milioni e 500 milioni. I soci con le quote individuali maggiori sono rappresentati da Unicredit, Intesa e Cassa depositi e prestiti.

Questo fondo, che potrà erogare fino ad un massimale di 6 miliardi di euro, interverrà sulle quote scoperte dei futuri aumenti di capitale relativamente alle banche in difficoltà e per l’acquisto di titoli derivati da prestiti / mutui cartolarizzati di difficoltosa esazione. Grazie al Fondo Atlante quindi le banche dovrebbero riuscire a cedere in tempi più brevi le loro sofferenze creditizie, liberando risorse destinabili a famiglie ed imprese. Nonostante queste positive premesse i tempi non sono ancora maturi per stabilire con certezza in quale misura questo fondo possa sostenere il credito verso le aziende, che rappresenta la maggioranza attuale delle sofferenze degli istituti.

Il mercato odierno dell’offerta legata alle famiglie permette già un buon ventaglio di scelte convenienti per chi decide di acquistare casa e il limite ad una accelerazione della ripresa sembra in questo momento legato più ad un atteggiamento di cautela da parte delle famiglie più che a una reale difficoltà di ottenere un mutuo.

Consideriamo ad esempio le proposte degli istituti finanziari nella giornata del 9 maggio per l’acquisto di una prima casa da 220.000 con un mutuo di ammortamento venticinquennale all’80% del valore (176.000 euro finanziati), da parte di un mutuatario di 35 anni con un reddito di 2.200 euro al mese. Per quanto riguarda il tasso variabile con gestione online della pratica, spiccano le rate di Webank (694 euro al mese senza spese di istruttoria nè perizia e assicurazione casa gratuita) e HelloBank (696 euro al mese con 200 euro di spese di istruttoria e 300 euro di perizia ma assicurazione casa gratuita) mentre per la gestione in filiale si segnalano Banca Sella (686 euro) con spese di istruttoria e perizia complessive di 640 euro e Intesa San Paolo (696 euro) con istruttoria e perizia di 1020 euro. Intesa e il suo prodotto Mutuo Domus Variabile consentono di finanziare fino al 95% del valore dell’immobile e ha una durata personalizzabile fino a 30 anni con uno spread dell’1.75%.

Chi volesse optare per il tasso fisso, le rate superano in ogni caso gli 800 euro ma la maggiore convenienza converge sull’offerta di Intesa con il prodotto Mutuo Domus Fisso (rata mensile da 802 euro) che finanzia fino al 95% del valore di perizia della prima o seconda casa e consente di sospendere l’ammortamento (dopo il pagamento regolare di 24 mensilità) fino a 6 rate consecutive per tre volte nell’arco della durata contrattuale. Per quanto riguarda l’offerta a tassi fisso delle banche online si segnala invece HelloBank (807 euro al mese) senza spese per l’incasso delle rate e assicurazione obbligatoria scoppio incendo a meno di 41 euro all’anno.

Per le proposte a tasso misto, si segnala la Banca Popolare di Milano (727 euro al mese) che prevede un tasso fisso all’1.5% per i primi 5 anni di ammortamento e consente al quinto anno di scegliere tra due opzioni da sommare allo spread dell’1.95%: tasso fisso all’IRS di periodo oppure variabile Euribor attuale. L’opzione di scelta potrà essere esercitata fino a 3 volte per tutta la durata dell’ammortamento.

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