Chi si appresta ad accendere un mutuo per acquistare, ristrutturare o costruire la prima casa, o per chi già lo ha fatto, c’è su richiesta il diritto ad una detrazione sugli interessi passivi pari al 19% (incluse le pertinenze). La detrazione Irpef del 2016 fa riferimento all’intestatario del contratto di mutuo e si calcola solo ed esclusivamente sugli interessi passivi e gli oneri accessori (esclusa dunque la quota capitale) su un importo limite massimo fissato a 4.000 euro.

Gli interessi passivi del mutuo rappresentano un costo per il debitore, mentre per il creditore rappresentano la somma remuneratoria per essersi privati di un determinato capitale in un arco di tempo definito dalla durata del contratto. Generalmente sono corrisposti mensilmente attraverso le rate e sono tanto più elevati quanto più l’operazione è ritenuta rischiosa per la banca: essi sono determinati dal tasso base (fisso o variabile) più lo spread applicato da ogni istituto

La legge Finanziaria del 2008 ha alzato il limite da euro 3.615 a euro 4.000 per l’importo degli interessi detraibili e quindi il bonus più elevato che si può ottenere in sede di dichiarazione è pari a 760 euro. L’attuale legislazione ha apportato alcuni cambiamenti a questa legge finanziaria ed ora le detrazioni sono accessibili in presenza di alcuni specifici e tassativi requisiti che fanno riferimento al tipo di fabbricato (se si tratta quindi di una abitazione principale, secondaria o immobili non abitativi) e all’anno di stipulazione del mutuo.

Requisiti per accedere alla detrazione degli interessi passivi

Il beneficiario della detrazione deve coincidere con il mutuatario e nel caso si tratti di una coppia che ha effettuato l’acquisto in maniera congiunta, ognuno può detrarre solo la propria quota di interessi entro un tetto di 2.000 euro. Nel caso a livello fiscale si verifichi che una delle due figura risulti a carico dell’altra, la detrazione spetta interamente a quest’ultima per tutte e due le quote. L’agenzia delle entrate ha precisato con una circolare 7/E/200 che la detrazione spetta anche in caso l’immobile sia abitazione principale di un familiare.

Un secondo requisito riguarda, come anticipato, la data di sottoscrizione del mutuo e il momento in cui il richiedente ha preso residenza presso l’immobile: se la stipula è datata dal 1° gennaio del 2001 in poi, l’immobile deve essere stato adibito ad abitazione principale entro 12 mesi dall’acquisto. Dal 1° gennaio del 1993 al 31 dicembre del 2000 invece, la situazione deve essersi verificata entro 6 mesi dall’acquisto effettivo dell’immobile.

Oneri accessori e detrazioni

Oltre agli interessi passivi del mutuo, si possono portare in detrazione anche i cosiddetti oneri accessori, che sono direttamente collegato alle operazioni di acquisto o all’esecuzione del contratto di mutuo. Nel primo caso ad esempio rientrano i costi notarili e le imposte di registro relative a catasto e ipoteca, ma anche le spese eventualmente dovute in caso di procedure esecutive concorsuali o individuali.

Per quanto riguarda invece le spese legate al contratto di mutuo, si intendono le commissioni per le intermediazioni bancarie, le spese di istruttoria e quelle per la perizia, oltre agli oneri fiscali. Inoltre si ricomprendono anche le maggiori somme legate al cambio se si tratta di mutui stipulati con valuta estera.

Come usufruire della detrazione: quali documenti

Fondamentale è conservare qualsiasi documento inerente alle spese sostenute, come ad esempio:

  • l’atto di acquisto della casa
  • il contratto di mutuo
  • l’attestazione della banca circa gli interessi versati nel periodo di imposta e l’indicazione della quota residua di capitale
  • la fattura del notaio
  • qualsiasi altro documento relativo alle spese accessorie sopra citate.
bilancia_300p250_MOL