Vai al minuto 24:07 per sentire subito le parole di Mario Draghi!

Lo scorso giovedì Mario Draghi ha annunciato nuove misure per stimolare l’economia. Per quanto riguarda gli aspetti che maggiormente interesseranno i portafogli dei cittadini, i mutui a tasso variabile diventeranno un po’ più convenienti ma uno sguardo attento va rivolto alle varie commissioni applicate e quindi anche agli spread.

Il provvedimento più interessante riguarda la concessione di nuovi finanziamenti agli istituti bancari che hanno come vincolo di destinazione (cosidetti Targeted longer term operations – TLTRO) l’erogazione di prestiti famiglie e alle imprese (esclusi mutui per abitazioni) a un tasso negativo fino allo 0.4%: questo significa che le banche vengono pagate per concedere prestiti. Contemporaneamente si eleva dallo 0.3% allo 0.4% l’interesse per i capitali depositati presso la banca centrale, creando una struttura sinergica che da una parte disincentiva i depositi e dall’altra incentiva le erogazioni (anche se non sempre le banche che concedono i finanziamenti sono le stesse che hanno esigenza di deposito denaro). Questi interventi ad ogni modo, a prima vista, agevolano la mobilità del credito.

Tuttavia è importante notare che i tassi si trovano già a un livello di minimo storico e il ritocco dello scorso 10 marzo inciderà solo di qualche euro sugli ammortamenti dei mutui a tasso variabile (negli ultimi 12 mesi il tasso Euribor 3 messi è già diminuito da 0.03 a -0.2).

Nuove misure sul credito: spread e commissioni

Per quanto riguarda la maggiorazione che ogni banca applica al mutuo come proprio guadagno al tasso di interesse, attualmente vengono erogati mutui ventennali anche con l’1% di spread. Per verificare che i calcoli siano effettuati in maniera lineare e trasparente, Marcello Rubiu (partner Norsik) suggerisce a chi ha già un mutuo in essere a tasso variabile di controllare che il computo consideri l’Euribor effettivamente sotto zero, salvo diverse condizioni contrattuali. Draghi ha inoltre sottolineato come questa situazione rimarrà stabile per almeno diversi anni, mettendo al riparo da oscillazioni e sorprese chi si trovasse a pagare rate regolate con il tasso variabile.

Questi tassi poco convenienti allo scopo di lucro bancario potrebbe, di contro, rendere le banche più attente nelle proprie erogazioni e non si può escludere che cerchino di compensare i ‘mancati guadagni’ applicando commissioni sui vari servizi offerti (anche se il costo del finanziamento è solo uno degli aspetti che le banche prendono in considerazione per valutare l’opportunità di un prestito, essendo fondamentale anche, ad esempio, la solvibilità del cliente).

TLTRO: cosa sono

Nell’articolo abbiamo menzionato i TLTRO, vediamo più da vicino di cosa si tratta. Semplificando si potrebbe dire che la BCE regali liquidità alle banche, a patto che il credito sia utilizzato per erogare crediti vincolati alle imprese (a differenza dei LTRO che non hanno un target di riferimento), immettendo denaro sul mercato. Questo provvedimento è attualmente strutturato su una durata quadriennale e l’istituto che non rispetterà il vincolo di destinazione di questi capitali, dovrà restituirli ad un tasso penalizzante. Tale denaro non sarà invece destinato ai mutui immobiliari per evitare la formazione di potenziali bolle sui prezzi.

 

bilancia_300p250_MOL