L’ultimo rapporto dell’ABI ha evidenziato il raggiungimento della massima sofferenza bancaria dal 1996 a novembre 2015 in merito ai dati sui prestiti e i mutui verso famiglie e attività d’impresa. I crediti erogati a soggetti diventati insolventi sono infatti cresciuti e a novembre hanno raggiunto e superato i 201 miliardi di euro (contro i 199 di ottobre 2015) mentre il rapporto tra sofferenze e prestiti rimane praticamente invariato rispetto al 1996, al 10.4%.

Analizzando questo dato nel dettaglio e scomponendolo tra i vari destinatari dei finanziamenti, il rapporto ha toccato il 17.3% per i piccoli operatori economici (contro il 16% di 12 mesi prima) il 17.8% per gli imprenditori (contro il 15.9% del 2014) e il 7.2% per le famiglie (contro il 6.9% del novembre 2014). Tutte le percentuali quindi mostrano un leggero aumento, essendo cresciute dagli 87 miliardi complessivi di ottobre fino agli 88.8 di novembre; a giugno 2015 inoltre risultava 1.188.401 il totale di coloro che avevano un prestito in sofferenza (soprattutto famiglie e imprese).

I tassi sui mutui e i nuovi prestiti

Rispetto ai minimi registrati nella primavera del 2010, i tassi di interesse applicati ai mutui risultano sempre in discesa: a dicembre, l’ABI ha registrato un calo dal 2.51 al 2.57% sui tassi dei prestiti erogati fino a novembre per acquistare casa, due terzi dei quali sono a tasso fisso.

Da gennaio a novembre 2015 inoltre le nuove erogazioni hanno evidenziato un incremento di quasi il 97.5% rispetto all’anno precedente, tenendo comunque in considerazione l’incidenza delle surroghe sul totale, pari a circa il 32.5%. È importante dunque considerare che molte delle nuove erogazioni conteggiate altro non sono che traslochi del proprio debito da una banca all’altra, per approfittare di migliori condizioni di rimborso.

Prestiti a famiglie e imprenditori: i risultati positivi di dicembre 2015

Aumentano anche i prestiti degli istituti bancari a favore di famiglie e imprese, dopo anni di trend negativi: a dicembre si ha raggiunto un incremento dello 0.45% annuo sul complesso dei prestiti (in leggera flessione rispetto novembre, 0.71%), allontanandosi dall’andamento negativo del novembre 2013 (-4.5%).

Nell’ambito delle aziende, i prestiti sono aumentati del 13% nei primi undici mesi del 2015 rispetto all’anno precedente, mentre l’ammontare totale delle erogazioni ha superato di circa 133 miliardi il totale della raccolta: 1830.2 contro 1697.4 miliardi.

Da dicembre 2007 (quindi prima che iniziasse la crisi) fino ad oggi, i prestiti all’economia sono cresciuti da 1673 a 1830.2 miliardi e quelli a famiglie e imprenditori da 1279 a 1420.5 miliardi di euro.

Raccolta obbligazioni e depositi

La raccolta delle obbligazioni invece rimane negativa, al -0.6%: l’ABI ha illustrato i risultati delle transazioni obbligazionarie relative quindi alla raccolta sul medio e lungo periodo, rilevando una flessione del 13% (pari a circa 57.5 miliardi di euro).

Per quanto riguarda i depositi, hanno segnato una crescita di oltre 47 miliardi rispetto a dicembre 2014, un +3.7% nonostante il versamento dell’IMU dopo il 2.4% di novembre su cui ha pesato negativamente  il pagamento di Irpeg e Ires.

La raccolta bancaria è cresciuta nonostante la crisi da 1513 a 1697, con un aumento assoluto di circa 184 miliardi: il tasso medio  totale italiano, calcolato sommando depositi, obbligazioni e conti pronto termine, si è fissato sull’ 1.19%. Il tasso sui depositi (considerando quindi i conti correnti, i depositi di risparmio e i certificati) si è collocato sullo 0.53%, mentre quello dei pronti contro termine sullo 0.91%.