Finalmente piccoli spiragli di luce all’orizzonte di un mercato immobiliare italiano che da tempo vive una situazione di forte contrazione sia legata alla minore disponibilità economica dei potenziali acquirenti, ma anche alle perplessità degli istituti finaziari nel erogare credito ipotecario, non solo, sopratutto per il settore degli immobili ad uso investimento (e quindi seconde case) un altro aspetto che certamente inbisce una ripresa più consolidata è l’elevata pressione fiscale, vedi Imu eccetera.

Mercato immobiliare: sale il settore residenziale ma non si può parlare di ripresa

Secondo un rapporto Istat pubblicato il 29 gennaio scorso, nel terzo trimestre del 2014 si è registrato un aumento delle transazioni del 3,7% (residenziale ed economico) rispetto allo stesso periodo del 2013, guardando invece i dati in un’ottica più ampia (primi 9 mesi dell’anno), l’incremento c’è stato ma solo dello 0,4%, e quindi non così marcato come molti sperano da tempo.
Per quanto riguarda le tipologie d’immobile compravendute il 93,4% è relativo al settore residenziale abitativo con 124.510 unità, mentre solo il 6% è pertinente ad immobili di uso economico con 7.971 unità; i maggiori incrementi locali si registrano nelle eree metropolitane con +4,8% nel’abitativo e +14,7 nel settore economico.

Conclusioni su un mercato immobiliare italiano che ancora resta praticamente lo stesso se pur con lievi miglioramenti

In linea di massima però tutti i comparti geografici hanno segnato incrementi sopra la media nazionale rispetto allo stesso periodo del 2013; in definitiva comunque siamo ancora lontani da una vera e propria ripresa del settore immobiliare visto che l’incremento percentuale relativo ai primi nove mesi del 2014 e riguardante il numero delle transazioni avvenute è stato solo dello 0,4%.
C’è poi un altro segnale, certamente positivo, che è quello dei mutui anch’essi in aumento anche se piuttosto aiutati dalle surroghe, come riportato in questo articolo, mentre c’è chi, come noi, non crede che il mercato immobliare potrà dare luogo ad una vera e propria ripresa se l’imposizione fiscale non viene diminuita, aspetto questo sottolineato da Confedilizia che cita un solo lampante dato, dal periodo pre Imu ad oggi le compravendite sono diminuite di quasi 156 mila unità.

bilancia_300p250_MOL