Due le notizie da tenere in considerazione in questi giorni per farsi un’idea della situazione di mercato dei mutui per la casa, la prima riguarda i tassi d’interesse che secondo Bankitalia sono in media scesi nel mese di dicembre 2013 rispetto al precedente mese, passando dal 3,86% al 3,80%, ma quello che preoccupa è il continuo aumento delle sofferenze (da 22,7% a 24,6%) seppur in prsenza di una riduzione degli impieghi.
Si tratta cioè di un contesto dove diminuiscono i prestiti erogati ma aumentano le persone che hanno difficoltà a pagare, e che vanno ad incrementare il calderone dei crediti deteriorati che certo bene non fanno alla stretta creditizia.
Il gioco è più semplice di quanto si pensi, infatti anche se oggi si possono trovare mutui con spread inferiori, se paragonati a qualche mese fa (migliori offerte al 2,40%), di qualche punto, gli screaning selettivi delle banche rimangono piuttosto severi, in relazione con il rischio, ancora elevato, di non rientrare del cre3dito concesso.

C’è chi parla di Bad Bank, si tratta di un’istituto che acquisisce i crediti deteriorati incagliati a poco prezzo nella speranza di rientrare sul lungo termine di qualcosina in più, di solito con partecipazione pubblica; in questo caso la banca che inizialmente aveva erogato il credito rientrerà subito di una parte dello stesso che potrebbe essere impiegata per nuovi prestiti, però così facendo avrà anche delle reali perdite in bilancio.
Questa è una delle soluzioni che si prefigura all’orizzonte per ridare slancio al credito che sta soffocando famiglie ed imprese e che impedisce qualsiasi ambizione imprenditoriale.
La realtà secondo noi è però un’altra, evviva le bad bank se riescono a dare un pochino di ossigeno al credito, ma il vero problema è e rimane il lavoro.
Se infatti non si mette mano alla situazione occupazionale di questo paese, dove un impiego è molto più facile perderlo che trovarlo, come può il settore del credito tornare ad avere fiducia nei consumatori?

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