Finalmente si inzia a respirare nel settore mutui un’aria meno pesante, la crisi economica è tutt’altro che finita, ma il credito per la casa fa registrare segnali di miglioramento.
Siamo infatti in presenza di spread a ribasso, la media delle commissioni applicate dalle banche è ormai al di sotto del 3% con migliori offerte possibili al 2,4-2,5%.
Certamente siamo ancora lontani dai livelli pre crisi quando era possibile trovare prodotti con spread anche inferiori all’1%.
Ma come mai seppur la crisi sull’economia reale rimane, le banche sarebbero più propense a prestare denaro ed a tassi ridotti? Semplice, gli istituti finanziari stanno iniziando a frenare l’acquisto di titoli di stato, in funzione di uno spread (questa volta in riferimento al differenziale ben noto tra Btp e Bund) che si va riducendo con conseguenti minori rendimenti.
Così potrebbe darsi che una parte dei soldi che la Bce presta alle banche, attraverso le famose iniezioni di liquidità che tanto hanno fatto discutere in passato, venga destinato all’economia di famiglie ed imprese, si verifica cioè un allentamento della stretta creditizia.

Quindi il mercato dei mutui registra miglioramenti, e a riconferma di questo trend c’è il dato sulle surroghe, operazioni con le quali il cliente debitore può spostare l’ipoteca presso un’altra banca in cerca di condizioni economiche migliori, che stanno aumentando in questo periodo.
Per avere una conferma più consolidata di questo andamento sarà necessario aspettare ancora qualche mese per vedere se gli operatori aggrediscono il mercato con offerte veramente competitive, con spread ancora più bassi.
Intanto per quanto riguarda la scelta del mutuo, attualmente, il tasso variabile indicizzato Bce potrebbe risultare più conveniente dell’Euribor, ormai in risalita (oggi quota 0,29%), mentre il tasso fissato dalla Banca Centrale Europea è allo 0,25% e non si escludono ulteriori ribassi, in funzione, come ha ricordato Mario draghi pochi giorni fa, della situazione inflazionistica.

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