L’anno 2013 appena decorso si è chiuso, per quanto riguarda il mercato immobiliare, con una ulteriore contrazione dei volumi, sia in termini di compravendite che di erogazione di mutui, si registra però un piccolo miglioramento dell’ultimo trimestre 2013 e per la precisione, come riporta la nota trimestrale Crif Mutuisupermarket, il mese di dicembre 2013 ha fatto segnare un aumento delle richieste di mutuo rispetto allo stesso mese dell’anno precedente del 6,5%, mentre rimagono in calo le compravendite, -5,1% sull’ultimo trimestre 2013 rispetto all’anno 2012.
Così per il 2014 si potrebbe sperare in un miglioramento maggiormente consolidato del settore immobiliare, visto che anche gli spread in media applicati ai mutui stanno scendendo, ed oggi è possibile trovare offerte di prodotti con spread al 2,40%.
Ma questo contesto può bastare per giungere alla fine del tunnel? Certamente i segnali sono positivi, ma in funzione delle molte variabili che influenzano l’acquisto della casa, sarà molto più probabile che il 2014 sia praticamente identico al 2013.

Se infatti non migliora, e di molto, la situazione occupazionale del paese, sarà veramente difficile che si possa veramente uscire dalla crisi immobiliare e creditizia che ci attanaglia ormai da troppo tempo.
Il problema più grande è la fiducia, sia dei consumatori nei confronti del futuro, sia degli operatori nei confronti dell’affidabilità dei potenziali mutuatari.
Per renderla di facile comprensione a tutti diremo che in un mondo dove è molto più facile perdere il lavoro che trovarlo, come può una banca prestare denaro a tassi convenienti?
Semplicemente non può perchè il rischio, quando gli istituti si sentono di prenderlo, è assai elevato, e a ricoferma di quanto stiamo dicendo c’è un recente dato della banca d’Italia; le sofferenze delle banche nel mese di dicembre 2013 sono aumentate dell’1,9% rispetto al precedente mese, segnando quota 24,6%.

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