La notizia della nuova tassa (senza ulteriori dettagli) arriva direttamente dal ministro delle Finanze cinesi Lou Jiwei, intervistato dal Quotidiano del Popolo.
In Cina aumenterà la tassazione sul possesso degli immobili per frenare la corsa dei prezzi e la speculazione edilizia. I costruttori cinesi mostrano già le prime preoccupazioni sia per il breve che per il lungo termine. La cosiddetta IMU applicata in Cina non si basa sulla rendita catastale come invece in Italia, bensì si calcola sul prezzo di mercato.
Inoltre l’importo percentuale della tassa varia di città in città: a Shangai ad esempio è attualmente compresa tra lo 0,4% e lo 0,6% e si applica solo sugli immobili di valore superiore a 3.300 euro al metroquadro. A Chinhqing invece la tassa si paga sugli immobili con un valore superiore a 1.460 euro al metroquadro, esclusi i proprietari che hanno acquistato prima del 2011 e le abitazioni più piccole.

Tale applicazione rende evidente come l’intento della misura non sia colpire chiunque per fare cassa: si tratta di un intervento che toccherà i ceti più elevati e che ha già riscontrato effetti anche sulla borsa di Shangai, con un calo dei titoli legati al settore immobiliare.
L’investimento sul mattone rappresenta in Cina ancora lo strumento principale per valorizzare i propri risparmi e il mercato immobiliare resta tuttora uno dei principali ingranaggi dell’economia di questo paese. Si stima infatti che il mattone tenga in vita circa 40 industrie sul territorio e che dalle abitazioni provenga circa il 16% del PIL complessivo della Cina (pari a 8.500 miliardi di dollari).
Intanto in Italia siamo ancora spettando che l’Imu venga tolta, rimodulata; domani il consiglio dei ministri deciderà sull’argomento, attualemente siamo ancora messi così: imu slitta l’approvazione per la cancellazione della seconda rata (video).

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