La seconda rata dell’Imu è stata appena cancellata, ma l’amara sorpresa di alcuni cittadini è che si pagherà lo stesso. Si tratta dei comuni che hanno elevato l’aliquota di base fissata al 4 per mille (ogni comune poteva stabilire se aumentarla fino al 6 per mille): in questo caso, i cittadini dovranno pagare entro il 16 gennaio 2014 la metà dell’aumento sancito, dato che il governo consegnerà ai Comuni solo il 50%.
Questa è la attuale situazione di 873 municipi italiani, cui resterà un residuo dell’imposta Imu: secondo la stima di un’associazione artigiana di Mestre, si tratterà di un importo oscillante tra i 70 e i 105 euro.

I Comuni hanno tempo fino al prossimo 9 dicembre per stabilire l’aumento dell’aliquota e se il decreto avesse previsto il rimborso integrale, qualcuno potrebbe sospettare una corsa al rialzo per ottenere dal governo qualche rimborso in più.
I cittadini milanesi subiranno ad esempio una mini stangata da 42 euro contro i 40 euro a Bologna, 38 a Napoli, 35 a Verona, 31 a Genova, 21 ad Ancona.
Chi è proprietario di una prima casa di lusso (44.785 italiani) dovrà comunque pagare il saldo dell’Imu entro il 16 dicembre 2013.
Il Presidente dell’ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) Fassino, chiede che il Governo faccia al più presto chiarezza e onori gli impegni presi con i cittadini e i municipi.

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