Avevamo da poco appreso il suo nome, che della Trise non se ne parlerà più. La nuova Imposta Unica Comunale del 2014 si chiama da oggi Iuc: non sarà applicata sulle prime case (salvo quelle di lusso) e la sua aliquota massima sarà pari al 10,6 per mille (contro l’11,6% previsto dalla Trise).
Questa imposta racchiude la tassa sull’immobile (ex Imu) sui rifiuti (Tari) e i cosiddetti servizi indivisibili come l’illuminazione pubblica (Tasi), quindi ci sono incertezze sul fatto che non debba essere pagata in toto dai proprietari delle prime case: probabilmente solo i meno abbienti, individuati per Isee, saranno completamente esentati dal pagamento.
I sindaci potranno così gestire 1,5 miliardi di euro, 500 milioni in più da destinare alle famiglie più deboli attraverso più consistenti detrazioni sulle abitazioni principali.
Le detrazioni saranno definite dai Comuni e saranno analoghe a quelle del 2012: partiranno quindi da 200 euro, cui si aggiungeranno ulteriori 50 euro per ogni figlio a carico. Saranno possibili anche detrazioni per i single e per gli emigranti, per le abitazioni ad uso stagionale o limitato.
Per quanto riguarda il mondo delle imprese, la legge di stabilità così modificata rende deducibile da Ires e Irpef al 30% (contro il 20% della previsione del testo originale) l’Imu sui capannoni ad uso industriale.
Con questo emendamento, appena depositato in Commissione bilancio presso il Senato, prende forma la nuova legge di stabilità.

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