Il taglio del costo del denaro operato ieri dalla Banca Centrale Europea che ha segnato un nuovo record a ribasso, 0,50%, si ripercuoterà positivamente solo su quei mutui che sono stati stipulati in funzione dello stesso tasso di riferimento (Bce), mentre per gli altri variabili, per la verità quelli maggiormente utilizzati dai mutuatari italiani e cioè gli indicizzati euribor, non ci sono da aspettarsi significativi miglioramenti in quanto quest’ultimo indice, che ricordiamo rappresentare la media a cui una quarantina di banche europee si sprestano i soldi tra loro, è già da tempo ben al disotto del livello su detto; infatti ancora oggi le due durate più comuni, e cioè a tre mesi ed a un mese, sono rispettivamente a quota 0,21% il primo e 0,12% il secondo, e per il prossimo futuro non c’è che da aspettarsi che tali indici salgano.
Per quanto invece riguarda i debitori che stanno rimborsando il mutuo in funzione del tasso Bce, la situazione è ben diversa in quanto si registrerà, per un’ovvio discorso matematico, una riduzione sulla rata da pagare.
Anche per chi il finanziamento ancora non ce l’ha sulle spalle potrebbero aprirsi scenari migliori in termini di condizioni economiche reperibili su questo tipo di prodotti sempre che, come ultimamente è divenuto di moda fare, le banche non approfittino di questa riduzione per aumentare il loro margini di guadagno aumentando gli spread applicati.
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