Il 18 febbraio scorso era stata approvata nella regione Campania una legge d’iniziativa popolare che mirava al raggiungimento di ambiziosi obbiettivi nell’ambito della produzione di energia da fonti rinnovabili giungendo fino a quota 60% del fabbisogno soddisfatto da solare entro il 2021; purtroppo però tale legge è stata impugnata dal governo in sede di corte costituzionale perchè ritenuta in violazione dei principi fondamentali della legislazione statale.
Infatti seondo l’opinione del governo alcune disposizioni di detta legge contrastano sia con la legislazione statale in materia di “produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia”, sia nell’ambito di principi comunitari e nello specifico in riferimento agli articoli 11 e 117 primo comma della Costituzione.
La legge di cui sopra era già stata bloccata, poco tempo prima del Cdm 6 aprile, direttamente dalla regione Campania, che comunque conferma, come dice il governatore Caldoro, l’intenzione di percorrere la strada delle energia rinnovabili, se pur non contrastando con le competenze nazionali; si tratta, continua Caldoro, di normative complesse che vanno quindi studiate e che anche se giuste in linea di principio possono creare problemi normativi.