Secondo una recente sentenza della Corte provinciale tributaria di Torino, la 39/04/2013, il redditometro, si tratta di quello “vecchio” e non di quello rimodulato che ancora non è in vigore, nell’ambito di maggiori redditi accertati deve essere di volta in volta allineato in funzione delle risposte del contribuente date sul relativo questionario, e questo sta a significare che se il contribuente dimostra che le spese presunte accertate a mezzo redditometro non sono conformi alla realtà, il giudice tributario deve applicare quelle reali per determinare se effettivamente esiste uno scostamento tra redditi percepiti e spese sostenute.
Nello specifico il contribuente in oggetto era stato accertato per gli anni 2006 e 2007 riguardo alle spese sostenute sia per il mantenimento di una vettura d’epoca sia per il mantenimento di una casa; le rispettive spese erano state stimate, attraverso i metodi statistici del redditometro e quindi funzionanti come quelli degli studi di settore, in 28 mila euro circa all’anno la prima e 6800 la seconda; la realtà era ben diversa infatti il contribuente, carte alla mano, ha potuto dimostrare che le reali spese sostenute erano state di 400 euro per la macchina e 3500 per la casa.
Chissà che cosa succederà quando, dovrebbe essere a giugno, entrerà in vigore il nuovo redditometro quello modificato dal governo Monti, si preannuncia molto lavoro per le commissioni tributarie.