Ormai è di dominio pubblico che il settore dei mutui per la casa ha visto un 2012 caratterizzato da un tracollo delle richieste e delle concessioni, ed anche per il 2013 la situazione non sembra voler invertire la rotta; inoltre più s’indaga, attraverso report dedicati effettuati dagli opeartori del settore, più si evince meglio che alcune classi sociali, come era facile prevedere, soffrono molto di più le ripercussioni della crisi sul comparto in questione.
Sono recenti i dati emessi dal sito specializzato Mutui.it che parlano di come la percentuale dei mutui concessi negli ultimi sei mesi sia solo del 5%, che tradotto in numeri significa che solo 5 richieste su 100 vengono accolte, e tale percentuale era al 9% se si considera il periodo subito precedente alla crisi (prima del settembre 2011).
I dati sono stati raccolti negli sulla base di circa 20 mila richieste presentate, ed è chiaro che in questo periodo le banche sono propense a concedere credito, specialmente se si tratta di medie lunghe durate come nel caso dei mutui, solo chi detiene redditi elevati e con determinate posizioni lavorative; nello specifico la classe maggiormente agevolata in questo senso è quella dei funzionari che segnano una percentuale di successo del 14%, seguono gli insegnati con il 10,6%, medici 7,6%, pensionati 7%, dirigenti 6,6% e solo al 3,5% troviamo i poveri operai.
Probabilmente non si tratta neppure tanto di un discorso reddituale quanto di uno sulla sicurezza del contratto lavorativo che quando è statale registra evidentemente maggiore affidabilità rispetto al privato.
Comunque sia tentare lo stesso di accendere il mutuo non costa nulla e con strumenti come questo è possibile ottenere consulenze personalizzate e comparare decine di diverse offerte, internet ci da una mano.

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