Secondo un recente rapporto del Gruppo Tecnocasa le quotazioni dei prezzi del mercato immobiliare italiano registreranno una ulteriore contrazione anche nell’anno 2013, dopo che già il 2012 si è chiuso con copiosi ribassi sia in termini di valori che di numero di compravendite effettuate; nello specifico si parla ancora di un decremento compreso tra il 4% ed il 6%, range questo evidentemente dovuto alle diverse soluzioni che si potrebbero configurare all’orizzonte italiano per un eventuale inizio di ripresa economica, comunque non attesa prima della seconda metà dell’anno in corso, sempre che non ci siano revisioni a ribasso tutt’altro che scongiurate.
Tornando al 2012 secondo il noto franchising immolbiliare per la prima volta dopo molti anni si sono verificati ribassi dei prezzi a doppia cifra, specialemnte nelle zone periferiche delle grandi città che invece sembrano aver resistito meglio all’impatto congiunturale.
Certo un’aspetto su cui il nuovo governo dovrà lavorare, se mai ne avremo uno, sarà quello della stretta creditizia in quanto ancora oggi, nonostante le tensioni sui mercati finanziari siano rientrate rispetto al periodo di massimo acuirsi della crisi che comportò un differenziale spread ben oltre i 400 punti, le difficoltà per l’accensione di un mutuo non sembrano volere allentarsi, siamo infatti ancora in presenza di loan to value bassi (50-60%), ampie garanzie richieste e spread applicati ben oltre la media europea.

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