Ulteriore conferma, questa volta da parte dell’Istituto nazionale di Statistica, di come il settore immobiliare sia stato nel 2012 vessato dalla crisi e dalla conseguente stretta creditizia, siamo infatti in presenza di un crollo delle compravendite che secondo l’Istat nel terzo trimestre del 2012 è stato apri al 23,1% non distinguendo i diversi tipi d’immobili.
Volendo invece entrare nel merito dei dati possiamo notare come delle 134.984 transazioni effettuate ben il 93,3% siano state nell’ambito di abitazioni e relativi accessori (box cantine eccetera per un totale di 125.903 operazioni), mentre sul settore a destinazione economica la percentuale registarta è stata del 6% (8.065) e solo dello 0,7% quelle pertineti ad altri usi.
Secondo l’Istat questi dati rappresentano il maggiore calo tendenziale registratosi a partire dal primo trimestre 2008, si conferma quindi un trend di discesa avviatosi ben prima del massimo acuirsi della crisi finanziaria nel settembre 2011 quando il nostro differenziale spread raggiunge oltre 550 punti base.
E’ chiaro che la maggiore causa, ma non l’unica, di questo crollo va ricercata nella feroce stretta creditizia sui mutui che sempre più difficilmente venivano concessi nel 2012 e che anche nel 2013 non hanno ancora fatto registare il benchè minimo miglioramento; c’è poi chi, a ragion veduta, pensa che anche l’introduzione dell’Imu abbia dato manforte ad una contrazione già in atto da tempo e che probabilemnte continuerà fin tanto che non si dovessero verificare almeno uno dei due seguenti fattori, il primo relativo ad un copioso ribasso dei prezzi ed il secondo ad una più ampia disponibilità delle banche nel concedere credito.
Per il momento comunque in considerazione del fatto che i principali indicatori economici non danno alcun sentore di una ripresa è facile prevedere che anche per il mercato immobiliare verranno ancora tempi duri.

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