Se da un lato praticamente tutti i politici in sede di campagna elettorale avevano fatto della riduzione rimodulazione dell’Imu la loro maggiore leva sul popolo, dall’altro è di pochi giorni fa la dichiarazione, in conferenza stampa subito dopo il Consiglio dei ministri per il varo del Def, del ministro Grilli che vede l’impossibilità di diminuire o eliminare, perchè di questo si tratta, senza effettuare “manovre correttive”.
Il morale della favola, e ripetiamo dopo che tutti i politici nessuno escluso avevano parlato di tagli sulla famigerata imposta e c’è stato anche chi la eliminava e ci restituiva il maltolto del 2012, è che se tolgono l’Imu da qualche altra parte dovranno prendere i soldi, si ma dove?
Secondo il Ministro Grilli per avere il bilancio in pareggio il regime Imu deve rimanere tale, mentre per Monti anche nell’ipotesi in cui non venga toccata l’imposta a partire dal 2015 ci sarebbero nuovi problemi.
Sul merito della faccenda è stata dura la replica di Confedilizia, ma potete immaginare che non è stata la sola, visto che da molti questa nuova imposizione fiscale suglli immobili è considerata uno dei maggiori fattori scatenanti della crisi sul mercato immobiliare, nell’ambito del quale proprio oggi l’Istat ha rilasciato i suoi dati, e conseguentemente sull’edilizia che negli ultimi 5 anni ha perso circa 500 mila posti di lavoro.
La palla Imu sarà comunque nelle mani del nuovo governo quando ne avremo uno ma probabilmente per la prima rata di giugno conviene m,ettersi l’anima in pace, per chi ha la casa o un’immobile di proprietà si capisce.

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