Negli anni a venire nell’ambito dell’edilizia uno dei fattori che sarà sempre più importante anche ai fini del giusto prezzo dell’immobile, sarà la qualità energetica dello stesso ed il suo livello d’impatto sull’ambiente; proprio di questo discorso si è recentemente occupato Nomisma in collaborazione con Pentapolis con la ricerca “Abitare Verde: tendenze in atto e futuri drivers di mercato” recentemente presentata a Roma nell’ambito della “Casa dell’architettura”.
Dal medesimo rapporto purtroppo si evince che solo il 3,2% delle abitazioni possiede requisiti tecnici definiti verdi e che nello specifico hanno interessato, infissi a prestazione energetiva elevata, caldaie ed elettrodomestici a basso consumo di ultima generazione, isolamento dell’involucro edilizio, utilizzo di riduttori per il flusso di acqua (si tratta di dispositivi semplici ma efficaci per ridurre anche dell’80% i consumi idrici) e utilizzo di materiali da costruzione non nocivi.
Il 24% delle abitazioni non presenta nessuno dei requisiti richiesti, il 12,1% si avvia verso pratiche di basso impatto ambientale ed il 60,7% delle famiglie solo di rado presta attenzione alla prestazione energetica della propia casa; si tratta comunque di un settore in crescita, sopratutto nell’ambito dei giovani molto più attenti a questi aspetti rispetto agli over 60 che invece si collocano nella fascia così detta “black”.