Questo ultimi giorno di contrattazioni chiude la settimana con Piazza Affari che guadagna lo 0,64% il Ftse Mib a 15.250 punti, in netta controtendenza rispetto agli altri principlai listini affossati dai dati negativi giunti dagli Usa; infatti sul fronte del lavoro si registrava un’aspettativa per il mese di marzo di ben 200 mila posti in più, mentre la realtà è stata ben più esigua, solo 88 mila.
Le borse europee sono andate male a Londra l’indice Ftse 100 ha chiuso in calo dell’1,49% a 6249 punti, a Francoforte il Dax ha lasciato sul sul terreno più di 2 punti percentuali a quota 7658, mentre a Parigi il Cac40 ha perso l’1,68% a 3663 punti.
Tornando all’Italia migliore titolo di oggi ancora quello di Telecom (+1,04% a 0,584 euro) dopo la conferma di una probabile integrazione con Tre Italia, bene anche sul fronte bancario: Mediobanca +6,02% a 4,086 euro, Banco Popolare (+4,42%%), Ubi Banca (+3,93%), Intesa Sanpaolo +2,13% e Unicredit +1,98%.
Il nostro spread per il momento sembra volerci risparmiare la febbre, e dopo i cali registrati in questi ultimi giorni chiude ancora in ribasso a 316 punti con rendimenti sul secondario del 4,38%, ma è solo un’illusione momentanea, infatti se non si farà il governo tornerà presto a salire, come già molti analisti hanno fatto presente.