Dall’ultimo bollettino economico di Banca d’Italia è chiaro il messaggio che giunge al governo, è necessario continuare sull’onda delle politiche economiche per mettere fine alla spirale recessiva che ormai dal 2008 sta andando avanti senza interruzioni; bisogna impedire che le incertezze politiche, che purtroppo ancora non vedono un governo per il paese, abbiano effetti negativi sulla crescita economica.
Siamo ancora, nel primo trimestre del 2013, in un contesto che vede aziende e consumatori orientati al pessimismo, ed anche se frena la decrescita del Pil la ripresa è ancora lontana, del resto recentemente anche la banca centrale europea ha parlato di una moderata ripresa a partire dalla seconda metà dell’anno ma con possibili rischi a ribasso.
Sul piano del governo per la restituzione di parte dei debiti che le Pa hanno nei confronti delle Pmi, via Nazionale dice che potrebbe da li scaturire un possibile aumento del pil dello 0,5-0,7%, ma tali previsioni sono molto incerte “in quanto è difficile prefigurare la rilevanza relativa delle diverse destinazioni dei fondi”.
Sul fronte dei prestiti nei primi mesi del 2013 si registra una flessione sia nei confronti delle imprese che delle famiglie, restano stabili i tassi d’interesse se pur più elevati di circa un punto rispetto alla media europea, la disoccupazione è in aumento raggiungendo nel mese di febbraio l’11,6%, le maggiori difficoltà si registrano nell’ambito dei giovani (siamo quasi al 40% ndr) e tra i meno istruiti; anche in termini di consumi continua il calo avviatosi ormai da due anni a questa parte complici l’incertezza sulle prospettive economiche e occupazionali italiane.