Secondo una nota emessa dal ministero degli esteri i marò Latorre e Girone non faranno ritorno in India alla scadenza del permesso loro concesso nell’ambito delle accuse per la morte di due pescatori avvenuta il 15 febbraio del 2012.
Già sotto Natale l’India aveva concesso loro un permesso di due settimane e poi nell’ambito delle elezioni erano rientrati in Italia di nuovo il 23 febbraio scorso; ma ecco la decisione della Farnesina di non far rientrare i India i due marò, a causa della condotta dello stato indiano sempre ritenuta dall’Italia fin dall’inizio della vicenda in violazione degli obblighi derivanti dal diritto internazionale ed in particolare per quanto riguarda il principio dell’immunità dalla giurisdizione degli organi dello Stato straniero e le regole della Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare.
La controversia tra l’Italia e l’India nasce nel momento in cui non viene data risposta all’Italia su un’eventuale collaborazione per giungere ad una soluzione diplomatica della vicenda come del resto auspicato dalla stessa corte suprema indiana il 18 gennaio scorso; così in mancanza di tale dialogo e di una cooperazione tra India e Italia per la lotta alla pirateria, la farnesina ha ritenuto che vi sia una controversia avente per oggetto la convenzione UNCLOS e i principi generali di diritto internazionale applicabili all’accaduto.
Intanto De Mistura chiede arbitrato internazionale.