Continuano ad orbitare su livelli molto vicini allo zero gli indici euribor ad un mese e tre mesi (0,12% e 0,20%) agganciati al calcolo dei mutui a tasso variabile, e si iniziano a registrare ribassi sugli spread applicati ai finanziamenti da parte di alcuni istituti che fino ad ora erano rimasti su livelli molto più elevati rispetto alle migliori offerte presenti sul mercato.
Nonostante questo siamo ancora lontanissimi dai tassi d’interesse finiti che si potevano spuntare in periodo precrisi e cioè prima del settembre 2011 (spread anche minori dell’1%); ad oggi alcune delle banche che offrono i taeg più competitivi non vanno comunque al di sotto del 3,20% per il variabile e del 5,45% per il tasso fisso.
Webank, Bnl, Iwbank e Deutesche Bank sono attualmente gli istituti che offrono le migliori condizioni economiche, ma il vero problema del mercato creditizio non è poi tanto il costo del mutuo, anche se nettamemnte più elevato della media europea, ma le reali possibilità di accedervi che stanno toccando i minimi storici, dato questo confermato senza ragionevoli dubbi dal drammatico calo che su base nazionale si è registrato in Italia nel 2012 rispetto al 2011, si parla di più del 40%.
Per l’anno in corso ancora le previsioni non sono certe vista l’instabilità politica che dopo le elezioni sta caratterizzando il nostro paese; i mercati, impauriti da questa ingovernabilità e dall’eventualità di un contagio, ci tengono sott’occhio e fanno si che il nostro differenziale sui titoli Btp non possa scendere più di tanto, di fatto vanificando tutti gli sforzi fatti dal popolo nell’ambito del piano austerity imposto prima dall’Europa e poi dal governo Monti.

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