Come ieri avevamo scritto anche noi, all’inizio dell’anno le banche sembravano propense ad attaccare il mercato con offerte più competitive nell’ambito dei mutui, visto che sembrava che la situazione di tensione europea fosse avviata verso una fase di normalizzazione, ma che poi è stata vanificata di nuovo dall’esito incerto delle elzioni che ancora oggi ci mette sotto i riflettori dei mercati, che come sappiamo possono incidere, tra le altre cose, anche sulle condizioni di raccolta del denaro che le banche trovano sui circuiti interbancari.
La pensa così anche Stefano Rossini amministratore delegato e fondatore di FairOne S.p.A., società a cui fa capo il servizio online MutuiSupermarket, come si evince da un’intervista pubblicata sul quotidiano Avvenire.
La situazione è inequivocabile, il calo sulle richieste di mutui nel 2012 è stato pari al 42% circa in meno rispetto al 2011, il problema, oltre ai tassi in media più elevati che nel resto d’europa ma comunque non così onerosi, è che ormai manca la domanda; il clima di sfiducia tornato a governare in Italia, non c’è infatti giorno in cui un qualche dato economico non ci ricordi la situazione penosa in cui versiamo, mette un freno all'”iniziativa creditizia” delle famiglie che, ad accendere un mutuo, non ci pensano più per una serie di motivi tutti legati alla recessione che viviamo; facilità con cui si perde il lavoro e le enormi difficoltà per ritrovarlo, diminuzione del potere d’acquisto, questi due dei motivi principali che portano i potenziali mutuatari a rinunciare senza nemmeno provarci.
Del resto non si possono biasimare le persone per questo comportamento in un contesto che vede l’Italia aver fatto dell’incertezza verso il futuro il suo baluardo fondamentale, stiamo infatti proprio in queste ore assistendo alle ulteriori consultazioni per formare un governo ma che già vedono una non soluzione all’orizzonte, seguile in tempo reale da QUI.

bilancia_300p250_MOL