Siamo in dirittura d’arrivo, molte volte gli operatori del fisco ed anche gli organi governativi hanno ricordato come questo nuovo strumento probabilmente entrerà in vigore a breve, ma bisognerà anche vedere il governo che si formerà domani alle consultazioni come si comporterà in merito.
Attualmente il nuovo strumento, per il quale è stato pubblicato in Gazzetta il decreto attuativo il 4 gennaio scorso, è ancora in attesa di una o più circolari dell’Agenzia delle Entrate che dovranno chiarire fino in fondo quali sono le modalità di selezione dei contribuenti da controllare nell’ambito dei circa 35 mila controlli annui previsti.
Per tutti quei redditi percepiti entro il 2009 le regole di controllo faranno riferimento al vecchio redditometro, quello previsto dal Dm 10 settembre 1992, mentre per tutti gli altri sarà la nuova disciplina a dettare legge.
Ci sono comunque già diverse sentenze che minano la reale possibilità di entrata in vigore del redditometro così come inizialmente pensato, come una recente di Napoli stante alla quale tale strumento induttivo antievasione è lesivo della privacy del contribuente; per latri visto il momento di recessione totale avviare uno strumento del genere significa puntarsi una pistola alla tempia facendo diminuire ancora i consumi già sottotraccia.