Qui si tratta di stanare gli evasori attraverso un principio “semplice” che è quello di confrontare il tenore di vita e le spese sostenute con il reddito dichiarato; questo è il redditometro che dopo il suo primo avvento nel 2010 viene rivisto dal governo Monti e dovrebbe entrare a regime proprio in questo mese di marzo che vede l’economia italiana sempre più contratta, la disoccupazione in aumento e lo scenario politico destare profonde preoccupazioni in tutta l’area euro.
C’è infatti chi pensa, a ragion veduta (ndr), che non sia questo il momento di inserire nei strumenti di accertamento evasione questo redditometro che si potrebbe individuare anche come uno studio di settore sulle famiglie; praticamente si tratta di dimostrare come si è speso di più del proprio reddito, e l’onere della prova è a carico del contribuente; il leader del Movimento Cinque Stelle, Beppe Grillo, dice che sicuramente non è il momento di attuare uno strumento del genere che di fatto mette paura ai consumatori.
Alla fine si sa anche che anche quelli onesti finiranno per spendere meno in un contesto che vede i consumi in netto calo, e allora alla domanda “è questo il momento per avviare il redditometro” può rispondere anche un bambino, NO.

Aggiunto in data 06/03/2013 – Una recente sentenza del tribunale di Pozzuoli ha stabilito che tale strumento, il redditometro, lede la privacy della persona in quanto “invade la libertà del cittadino a sentirsi libero” nell’ambito di aspetti privati e delicati  come cure mediche e vita sessuale. Quindi probabilmente per i non sostenitori dello strumento questo sarà un’altro punto a favore.