Gli ultimi dati Istat danno una chiara fotografia di come l’Italia stia soffrendo la crisi, prodotto interno lordo sempre più basso, il debito pubblico ha raggiunto il 127% del pil, la disoccupazione sopratutto tra i giovani (39%) è dato agghiacciante come recentemente detto dal Presidente Confindustria Squinzi, e come se non bastasse la pressione fiscale sale di anno in anno, nel 2011 era al 42,6 ed è passata nel 2012 al 44%, al netto di tutte le promesse dei vari politici sul tema defiscalizzazione.
Nel mese di gannaio 2013 erano circa tre milioni le persone in cerca di lavoro, dato mai così alto dal 1992, mentre tra gli occupati 2,8 milioni avevano contratti precari; l’austerità applicata dal governo Monti, necessaria per calmierare i mercati, ha portato però un netto calo dei consumi provocando la recessione.
E proprio in merito ai mercati, che dopo la tornata elettorale sembrano aver vanificato quasi tutti gli sforzi fiscali fatti dagli italiani con lo spread che è salito di circa 70 punti, la settimana entrante sarà un’altro periodo di ansia dopo che stanotte negli usa non essendosi trovato l’accordo sul deficit sono scattati i tagli automatici per 85 miliardi di dollari.
Ciò che sicuramente in Italia potrebbe fare bene all’economia è un cospicuo allentamento dei cordoni delle banche per riconcedere credito a piccole e medie imprese, nonchè alle famiglie; il problema però è che fin tanto ci saranno tensioni sui mercati finanziari sarà molto difficle vedere migliorie in questo senso, sopratutto se non troveremo la governabilità tanto prima delle elezioni auspicata dagli operatori del settore.