Nonostante oggi la prevista asta di Bot a sei mesi per un totale di 8,5 miliardi di euro abbia visto collocato tutto il pacchetto e con rendimenti in netto ribasso rispetto al mese di febbraio (che però scontava la tornata elettorale), oggi evidentemente è ancora Cipro, se pur sia stata trovata la soluzione, a focalizzare l’attenzione degli investitori dopo che Fitch ha declassato il rating delle due principali banche cipriote portandolo a default e default ristretto, la borsa di Milano perde lo 0,95% dopo il 2,50% di ieri.
Altri dati negativi che hanno inciso su questa giornata di contrattazioni giungono dagli Usa dove Standard & Poor´s rivede a ribasso le stime di crescita per il nostro paese per gli anni 2013 e 2’014 mentre sotto il profilo macroeconomico in netto ribasso i dati sulla fiducia dei consumatori nel mese di marzo che si attesta a 59,7 punti contro una previsione di 67,5%.
Il peggior titolo sulla nostra piazza è stato Telecom con un ribasso del 5,46%, male anche Fiat (-2,42%) e Finmeccanica (3,05%); anche sul fronte bancario si sono registrate vendite, Ubi Banca -3,08% a 2,83 euro, Banco Popolare -2,08% a 0,991 euro, Unicredit -2,02% a 3,306 euro, Monte dei Paschi -2,82% a 0,193 euro, Mediobanca -2,18% a 4,126 euro e Intesa SanPaolo -2,01% a 1,124 euro. Differente la situazione per Bpm che cresce dell’1,40% sull’oda dell’assemblea per il cambio in Spa che è stata anticipata al 22 giungo prossimo.
Il nostro spread tra Btp e Bund di riferimento chiude a quota 325 punti base con rendimenti sul mercato secondario del 4,59%.