Terza giornata di chiusura in territorio negativo per la Borsa di Milano in un contesto finanziario che rivolge all’attenzione sia ai problemi poltici italiani che alla situazione di Cipro che domani dopo 12 giorni consecutivi vedrà gli sportelli delle banche riaperti; l’agenzia di rating Moody’s tiene sott’occhio Bersani occupato nelle consultazioni ormai concluse e che domani si recherà dal presidente Napolitano per riferire sulla situazione per l’eventuale formazione di un governo con numeri certi, che non sembrano esserci, ma staremo a vedere.
Si registra il pericolo di un taglio sul rating del nostro debito ad oggi posizionato due gradini al di sopra della spazzatura; in questo contesto il Ftse Mib perde lo 0,92% a quota 15.353 punti, anche il nostro differenziale spread sui titoli di stato Btp a dieci anni torna copiosamente a salire, anche dopo l’asta di oggi quasi deludente, chiudendo la seduta a 348 punti (rilevazione Sole24ore delle 17:29).
Sui nostri listini seduta difficile per Telecom che ha ceduto il 2,93% dopo che uno dei principali azionisti, Marco fossati, avrebbe chiesto, secondo quanto riporta Repubblica, un´integrazione all´ordine del giorno della prossima assemblea del per far votare la fiducia al management in carico.
Sul comparto bacario tutti male tranne Intesa san paolo che guadagna lo 0,89%, mentre Monte dei Paschi-4,29%, Popolare di Milano -3,43%, Banco Popolare -1,31%, Mediobanca -3,59%, Ubi Banca -1,77% e Unicredit cede lo 0,60%.