Sempre a preoccuparci di queste agenzie di rating che controllano e valutano la nostra capacità di rimborsare il debito e ci danno un voto che se troppo basso può creare non pochi problemi, come se già non ne avessimo.
Recentemente l’agenzia Moody’s ci sta tenendo sott’occhio a causa dei risultati delle elezioni non visti molto bene in area euro, e specialmente dalla Germania lasciandoci perplessi sul discorso declassamento, ma secondo S&P altra nota agenzia il nostro paese non corre rischi in questo senso.
A dirlo è Moritz Kraemer spiegando che con tutta probabilità le politiche di consolidamento bilancio continueranno anche dopo la scorsa tornata elettorale quello che è il vero problema è la crescita.
Attualemnte per S&P siamo tre gradini sopra al “non investment grade”, mentre per Moody’s siamo due gradini sopra quello che viene definito “junk” che sigifica letteralmente rifiuto.
Certo il contesto politico italiano e i più recenti dati economici che ci vedono in piena recessione con disoccupazione in aumento e consumi ai minimi storici, pongono comunque un problema che dovrà essere affrontato probabilmente attraverso serie riforme della politica economica, come recentemente ricordava Bersani in ‘un’intervista rilasciata a Laconà su rai tre.