Conferma dell’Ocse sulla situazione economia sia dell’Italia che di tutta Europa; per quanto ci riguarda viene confermata una contrazione del Pil nel primo trimestre del 2013 pari all’1,6% e dell’1% nel secondo trimestre, dato peggiore tra i paesi più industrializzati (G7), ed anche per il resto d’Europa la ripresa tarderà ad arrivare a causa del continuo deteriorarsi del mercato del lavoro.
Anche per Banca d’Italia il quadro macroeconomico potrebbe rivelarsi peggiore delle aspettative in un contesto che potrebbe vedere, ma sembra stia già succedendo (ndr), una riacutizzazione delle tensioni finanziarie con conseguente ripresa più lenta; stiamo infatti in questi uiltimi giorni assistendo alla risalita dello spread che come ben sappiamo misura l’affidabilità del nostro debito e quindi la capacità di poterlo rimborsare.
Infine anche l’Istat da un’ulteriore conferma di come le previsioni fino ad ora diffuse sulla nostra crescita potrebbero subire variazioni a ribasso, lo annuncia il presidente Giovannini nel corso di un’audizione, dicendo che l’inizio della ripresa potrebbe slittare a fine 2013 se non inizio 2014.
Che dire ormai sono diversi mesi che ogni qual volta arriva il momento di confermare i dati economici questi ultimi vengono puntualmente rivisti a ribasso; sono molte le incognite che gravano sulla nostra situazione, a partire dall’instabilità politica e dalla mancanza di un governo, fino ad arrivare ai contesti internazionali che sempre più spesso si ripercuotono sulle economie locali.