Nei prossimi anni New York potrebbe vedere il suo fabbisogno energetico provenire per il 78% da fonti alternative e rinnovabili come il fotovoltaico e l’eolico (rispettivamente 38% e 40%), lo dicono diversi studiosi del settore (Stanford Woods Institute for the Environment, Precourt Institute for Energy, Cornell University) che riportano come tali iniziative si possano tradurre sia in una nota positiva per l’ambiente, viste le minori emissioni nocive, sia in termini di costi per la sanità nazionale.
Infatti nella grande mela si stima che ogni anno muoiano circa 4 mila persone a cusa di malattie legate all’inquinamento atmosferico derivante ovviamente anche allo sfruttamento per fini energetici di fonti fossili come il carbone ed il petrolio.
Attuando queste “riforme” sull’approviggionamento energetico, sono due i vantaggi economici che si registreranno, il primo legato ai ben 33 miliardi di dollari all’anno che vengono spesi in costi sanitari, ed il secondo in funzione dei minori danni climatici che le ridotte emissioni porterebbero con se e che oggi costano circa 3,2 miliardi di euro all’anno.
Vengono poi contemplati anche altri metodi per produrre energia come il geotermico ma sopratutto quello relativo allo sfruttamento del moto ondoso dei mari a fronte del quale è già stata avviata una fase di test nell’East river che è lo stretto che separa Manhattan da Long Island.