In molti, operatori e comuni cittadini, attendevano l’esito delle elezione per vedere auspicati miglioramenti sul mercato dei mutui, ma purtroppo il risultato scaturito da questa tornata elettorale non solo non ha dato vita a condizioni migliorative ma, se vogliamo, produrrà l’effetto contrario.
Infatti sia i mercati che le stesse banche italiane, che sono piene di titoli di stato, speravano in un quadro di stabilità che invece è ancora lontano tra auspicati governissimi ed eventuali tecnici già utilizzati in passato, ed il contesto attuale è che dalla fine delle elezioni il famoso differenziale spread è aumentato in maniera considerevole e con lui i rendimenti, anche se nell’ultima asta di due giorni fa fortunatamente non abbiamo sforato la soglia psicologica del 5%.
Il discorso è che all’aumentare dei rendimenti i titoli perdeno valore e di conseguenza le banche, che come su detto ne hanno in paccia una mare, perdono anch’esse solidità ed incontrano maggiori difficoltà nelle operazioni di raccolta; per questo motivo tutte le speranze di chi tanto vorrebbe accendere un muuto ma che per ora non riesce nell’operazione, sono andate vanificate.
Ad oggi la media degli spread applicati ai finanziamenti per la casa, è ancora sul 4%, altissima, ma si possono trovare condizioni sul 2,85% (vedi Deutsche Bank) per il tasso variabile e di poco sopra al 3% per il fisso.
Inutile quindi per il momento attendere repentini cambiamenti su questa nicchia di mercato.

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