L’anno da poco passato ci ha lasciato sul fronte dei mutui dodici mesi veramente da dimenticare per questa nicchia, erogati diminuiti, tassi in aumento, possibilità di accesso sempre più striminzite e sopratutto un netto calo delle persone che chiedono di poter accedere ad un finanziamento per comprarsi la casa; ed il 2013 come sarà?
Anche se in contesto europeo si parla di una timida ripresa già a partire dalla seconda metà del 2013, e quindi da giugno, probabilmente in termini di economia reale e quindi anche riguardante il mutuo, non ci sarà nessun significativo miglioramento, e non è nemmeno compeltamente scongiurata la possibilità che non si registri un peggioramento del settore.
Se infatti oggi le condizioni delle famiglie in termini di accesso al credito vedono banche sempre più restie a concederlo, e se pur lo fanno con tassi che sono più elevati della media europea, gli ultimi dati economici su consumi, disoccupazione, ed aziende che chiudono, non lasciano presagire nulla di buono all’orizzonte, e dovremmo considerarci fortunati se le cose nel 2013 non peggioreranno su tutti i fronti.
Infatti le banche certamente non potranno essere incentivate a concedere denaro in prestito se sentono continuamente parlare di disoccupazione che aumenta, aziende che chiudono e percezione della ricchezza sempre più bassa, per non parlare poi degli stipendi che non aumentano nemmeno quanto l’inflazione; è chiaro che per una banca (che è un privato che come scopo ha il lucro) prestare soldi ad una persona che può facilmente perdere il lavoro e che poi difficilmente lo ritroverà in tempi brevi, non è un buon affare.
La soluzione quindi per ridare vigore ai circuiti del credito risiede esattamente nella stessa ricetta che serve per tutta l’economia reale del paese, cioè lavoro con contratti veri, stipendi più elevati e minore cuneo fiscale tre la prime cose da fare per questo nuovo governo che purtroppo non durerà molto.

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