Quante volte negli ultimi mesi, e sopratutto da quando si riscontrano difficoltà per accendere un mutuo, abbiamo letto e sentito alla televisione di come i tassi d’interesse ed anche altri aspetti del credito ipotecario siano profondamente diversi in funzione del paese dell’eurozona in cui ci si trova a risiedere; diverse associazioni di settore hanno cantato le lodi di Francia e Germania dove si registrano costi per il finanziamento ipotecario molto più ridotti rispetto a quelli ottenibili in Italia.
Ebbene una recente direttiva, per ora ancora in lavorazione in Consiglio e Parlamento Europeo, si vuole occupare sembra, proprio di appianare queste differenze che esistono sul mercato dei mutui creando una sorta di “piazza unica” non solo sotto il profilo momnetario, come oggi purtroppo ancora è.
Si tratterebbe quindi di una direttiva, per ora si parla di circa 30 articoli, che conterrebbe in essa diversi aspetti a partire dalle informazioni di base da includere nei fogli informativi o già in quelli pubblicitari, passando per il Teag (Tasso annuale effettivo globale che indica il costo del mutuo comprensivo delle spese accessorie), fino ad arrivare all’obbligo per il mediatore o creditore di accertarsi sulla storia creditizia del cliente; certamente se si vorrà veramente creare un mercato unico allora uno degli aspetti fondamentali su cui mettere mano è l’enorme differenza che esiste tra i diversi paesi in termini di costi, a volte anche incomprensibile.
Sono infatti recenti i dati che vedevano il costo medio di un mutuo in Italia essere maggiore di quello della Spagna, per esempio, cosa assai strana visto che in molti indicano come causa della maggiore onerosità del finanziamento la febbre da spread che porta difficoltà sui mercati interbancari con conseguenti inevitabili ripercussioni sul cliente finale; ma poichè la penisola Iberica il differenziale c’è l’ha sempre avuto più elevato del nostro, c’è stato un periodo, ma ancora oggi è così,  in cui la situazione sembrava inspiegabile ed è probabilmente anche su questi meccanismi che l’Unione dovrebbe “legiferare”.

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