Mentre nel nostro paese il settore immobiliare, insieme a tutta l’economia, arranca, con dati sul 2012 che danno una chiara fotografia di come le compravendite siano diminuite, l’offerta aumentata evidentemente anche per l’eccessiva pressione fiscale come ricordava proprio ieri Confedilizia, ed i prezzi siano in discesa, altri paesi nel resto d’Europa stanno invece venedo fuori dal baratro.
Si tratta del regno Unito che, grazie sopratutto ad una serie di riforme operate da Cameron nell’ambito anche dei mutui (leggi tutto), ha visto una chiusura di 2012 con numeri nettamente positivi.
Anche qui però c’è l’altro lato della medaglia, infatti in funzione del miglioramento registrato sul settore ed anche dell’aumentato afflusso d’investitori esteri inclusi noi italiani, si sta assistendo ad un’incremento della domanda che, non essendo corrisposta da un pari valore dell’offerta, sta dando luogo ad un’incremento dei prezzi che comunque per il momento è limitato allo 0,3% su scala nazionale, mentre è dello 0,7% a Londra.
Intanto qui in Italia la situazione non sembra essere minimamente cambiata, la stretta creditizia non accenna a diminuire anzi c’è chi teme un’altra ondata anche per le imprese, non si registrano riduzioni sugli spread dei mutui, come invece molti si apsettavano nell’ambito delle nuove offerte commerciali delle banche che di solito si affacciano sul mercato proprio nel mese di marzo, ma ormai marzo è concluso.

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