La crisi economica sta sempre di più erodendo il potere d’acquisto delle famiglie, la disoccupazione è in aumento, le imprese chiudono e per il prossimo futuro non c’è da aspettarsi nessun significativo miglioramento, nemmeno sul settore dei mutui che come vedremo di seguito soffre non solo delle problematiche relative all’economia reale delle famiglie, ma anche di quel contesto internazionale che guarda al nostro paese come se fosse una bomba ad orologeria.
Se infatti dalla recente tornata elettorale non è uscito fuori un governo che possa definirsi stabile, per la verità non è uscito nessun tipo di governo, quello che maggiormente preoccupa, oltre al fatto di dover probabilmente tornare ad una sorta di “governo di salute pubblica” e poi di nuovo alle elezioni, e che fin tanto che non ci sarà chiarezza nel contesto politico non si potranno registrare significativi miglioramenti su quello spread, il differenziale tra Btp e Bund, che tanto, tra le altre cose, va ad interessare il settore dei mutui ma anche del credito in generale.
Così le nostre banche continuano ad incontrare difficoltà nelle operazioni di raccolta del denaro, cioè pagano maggiori interessi per il cosidetto refunding, e chi li paga alla fine questi interessi in più? Ovviamente il consumatore sotto forma di spread, termine questo relativo stavolta a quell’aliquota che sommata ai vari indici (euribor, irs o bce) da il tasso finale del mutuo.
Come muoversi allora in un contesto così delicato? Attualmente la realtà e che le banche sono propense a concedere il finanziamento a chi in teoria potrebbe quasi farne a meno, cioè a coloro che per esempio non chiedono più del 50% del valore immobile, detengono redditi elevati e comunque tali da poter sopperire alla rata senza problemi, e che sopratutto abbiano la certezza lavorativa oggi divenuta un’oasi nel deserto specialmente per le giovani coppie o singoli.
Per quanto riguarda la scelta del mutuo è sicuro che nell’immediato, e per i prossimi due o tre anni, il variabile sarà conveniente rispetto al fisso (sempre che si abbia la voglia di correre rischi che anche se minimi ci sono e non si possono ignorare), mentre altre forme di contratto più flessibile come il tasso misto o il cap rate, possono anche essere prese in considerazione come buone soluzioni a patto che le opzioni di cambio tasso o di massmo livello applicabile non siano onerose ad un punto tale da vanificare completamente il guadagno rispetto al mutuo fisso.
In ogni caso si tratta sempre di valutare fin nei minimi dettagli, e magari con l’aiuto di professionisti, le singole opportunità per verificare quali sono quelle che maggiormente si accostano alle specifiche esigenze individuali.
Dal portale della Mutuionline possiamo oggi estarapolare dati che danno come migliori prodotti, prendiamo in considerazione solo fissi e variabili per un’importo di 100 mila euro da restituire in 20 anni, Deutsche Bank, Iw Bank. Webank e Bnl; confrontali personalmente con questo preventivatore gratuito.

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