Già nel 2012 il nostro Pil è sceso del 2,4% (oltre le aspettative ndr) ed anche in ambito europeo recentemente sono state riviste le stime da parte della Bce, ma secondo l’Istat già a partire dall’inizio del 2013 il prodotto interno lordo italiano sta vedendo un’ulteriore contrazione dell’1%.
A questa notizia subito i mercati avevano risposto di conseguenza in un’ambito di borsa già avviatosi nella mattinata in negativo a causa del declassamneto del nostro rating operato venerdì sera dall’agenzia Fitch; intanto però per fortuna interviene l’Ocse dicendo che la crescita dell’eurozona sta per ripartire e che l’economia italiana non dovrebbe degradarsi ulteriormente insieme a quella francese.
Tornando però ai dati Istat c’è una novità tutt’altro che buona e che vede l’indicatore denominato della “grave privazione” passare dal 6,9% del 2010 all’11,1% del 2011, figuriamoci nel 2012 come sarà andata; questo significa che ci sono circa 6,7 milioni di persone con difficoltà economiche e il lato più drammatico è che tale numero ha visto un’incremento di ben 2,5 milioni di unità in un solo anno, il 2011, che stando anche a tutti gli altri dati che ormai conosciamo non sarà stato peggiore del 2012.