Tra le decine di cose rimaste ancora in sospeso e che probabilmente dovranno essere di nuovo esaminate e sistemate dal nuovo governo che si formerà, viè un’argomento di particolare interesse per i cittadini e cioè la famosa riforma del catasto di cui da anni si parla ma che tarda ad arrivare anche perchè si tratta di un’operazione colossale.
Ad oggi è molto facile trovare situazioni che vedono livelli d’imposizione fiscale non paragonabili al reale valore del bene, stiamo parlando ovviamente dell’Imu, ma sono coinvolte per esempio anche le imposte per l’acquisto che sono comunque calcolate in funzione della rendita e poi del valore catastale.
Con la normativa vigente, che rivaluta tutte le rendite al fine del calcolo Imu, senza tenere conto del valore commerciale del bene ne tantomeno della capacità economica del contribuente, si sono venute a creare disuguaglianze nel trattamento fiscale, in quanto è probabile che un proprietario di un’immobile al centro di Roma paghi come, o anche meno, di un altro proprietario che detiene una casa in periferia; tutto questo solo perchè non si sono nel corso degli anni adeguate le rendite catastali.
Potrebbe esserci anche un’altra soluzione per rendere più equa la situazione e cioè, come anche suggerito in sede europea, calcolare il pagamento delle imposte sulla base del valore commerciale e non di quello catastale.
Vedremo in merito come si muoverà la legislatura nel prossimo futuro.

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