Dal giorno in cui i due presidenti di Camera e Senato Laura Boldrini e Piero Grasso si sono presentati ai cittadini  italiani esordendo con il discorso dei tagli alla spesa politica, molte sono state le polemiche sull’entita dei tagli e su quali stipendi sarebbero stati ridotti; in merito a questa situazione oggi il presidente Grasso ha fatto sapere che si taglieranno le spese del Senato del 50% inclusa la sua indennità.
Di fatto segue il consiglio del portavoce del Movimento 5 Stelle Grillo che aveva detto il 30% non basta dimezzatevi lo stipendio; detto fatto il netto percepito dal presidente Grasso passa da 18600 euro netti a 9000 con un risparmio annuo per un solo “lavoratore” di ben 111.960 euro.
Grasso rinuncia anche agli autisti e agli appartamenti, mentre tiene la scorta che definisce non un privilegio ma una dolorosa necessità, ma la dimezza; quindi tutto all’insegna del -50%, bene diamo l’esempio.
Infine anche il costo dell’intero gabinetto della presidenza viene dimezzato e passa da un milione e mezzo annuo a circa 750 mila euro; ora seguirà il suo esempio anche il presidente della Camera?