Conferma da parte dell’Eurostat di ciò che ormai tutti già sapevano e cioè che la crisi e la recessione attanagliano diversi paesi in Europa con le dovute eccezioni come in ogni ambito; i dati per il quarto trimestre 2012 non lasciano spazio a dubbi rispetto al trimestre precedente il calo ulteriore è stato dello 0,5% siamo infatti a -0,6%, e non va meglio per l’Italia che registra una diminuzione dello 0,9% sul trimestre precedente e del 2,4% su base annua, nettamente al di sopra delle prime previsioni fatte dal nostro governo nell’ambito del piano austerity.
Questo ovviamnete da un quadro assai chiaro di come il problema crescita debba essere al centro del dibattito politico economico nostrano, anche in funzione dei mercati che ci guardano e che, come successo subito dopo le elezioni, sono li pronti a punirci con quell’indicatore, lo spread, che quando s’impenna caro ci costa, altro che Imu sulla prima casa.
Necessario subito mettere mano alla pressione fiscale ormai divenuta insostenibile per le imprese e non solo, incentivare il mercato del lavoro e da qui tornare ad un’aumento dei consumi, investire su ricerca e innovazione settori questi in Italia dimenticati.
Purtroppo per attuare questa serie di iniziative è prima di tutto necessario che ci sia la governabilità nel paese senza della quale le buone intenzioni restano solo parole al vento.